Gli uccelli di Angry Birds non volano più: pronti ad essere licenziati circa 130 dipendenti

La società finlandese, produttrice del gioco online, per cellulari e tablet, Angry Birds è in crisi: previsto il licenziamento di circa 130 persone.

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La decisione, riportata dal Wall Street Journal, è motivata in seguito  alla battuta d’arresto nelle entrate e alla difficoltà di trovare nuovi sbocchi professionali; una problematica che accomuna molti videogiochi che hanno durata sempre più breve e sono sempre alla ricerca di novità.

Rovio entertainment aveva aumentato il numero del suo personale prevedendo una crescita che purtroppo non è avvenuta; ora si vede costretto a ridurre lo stesso personale aumentato poco fa e a lasciare a casa circa 130 dipendenti.

L’azienda ha espresso l’intenzione di semplificare il suo giro d’affari, che si aggira sui 200 milioni di dollari all’anno, su tre diverse aree che ritiene più sicure, giochi, media e prodotti al consumo.

Risale ad agosto anche la decisione di sostituire l’amministratore delegato dell’azienda, Mikael Hed, figlio del presidente e grande azionista Kaj Hed, con Pekka Rantala, che per molti anni ha lavorato per Nokia.

Tra le cause che hanno portato il successo di Angry Birds a declinare c’è soprattutto l’ampia concorrenza di grandi gruppi, uno per tutti King Digital (Candy Crush Saga) e Supercell Oy.

In attesa dell’uscita del film di Angry Birds, prevista per il 2016, gli uccelli del gioco hanno smesso di volare, mentre possiamo immaginare che  il 16% dell’organico destinato ad essere lasciato a casa sarà in questo momento davvero “angry”!