Gli esperti lanciano l’allarme videogiochi e Zuckerberg risponde: “saranno futuri ingegneri”

Il fondatore di Facebook spiega che i videogiochi sono un’opportunità. Lui ha cominciato così.

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Gli psicologi sono da sempre orientati sul divieto dell’uso da parte dei bambini, dei videogiochi, o più genericamente tablet e smartphone. Gli esperti puntano il dito da tempo sugli effetti nocivi che questa attitudine possa provocare sul loro sviluppo del linguaggio e dell’interazione sociale.

Ma ecco che Mark Zuckerberg corre in aiuto, non solo dei bambini, tanto appassionati di videogiochi, quanto delle loro mamme o delle loro nonne che, stravolte, a fine giornata, ricorrono al tablet o allo smartphone per tenere a bada l’energia dei loro figli.

Il CEO di Facebook ha dichiarato che, oltre a permettergli di giocare, favoriscono loro la possibilità di diventare dei programmatori. Cosa che è avvenuta, nel caso di Zuckerberg.

“Io stesso non avrei iniziato a programmare se non fossi stato prima un giocatore”, ha ammesso in occasione della sessione Q&A.

Ma i videogiochi fanno qualcosa in più, secondo Zuckerberg: possono attutire il diffuso squilibrio di genere o di razza che caratterizza il mondo della programmazione. Sono ancora pochi, infatti, gli sviluppatori neri o latini, e sono rare le donne avviate in questa professione.

“Molti dei migliori ingegneri software al mondo fra quelli che conosco hanno iniziato da autodidatti”, ha concluso il fondatore di Facebook.

A questo punto, tra gli psicologi, i pediatri e Zuckerberg, quale orientamento scegliereste? La soluzione è sempre una: moderazione. Non vietate i videogiochi, ma non riteneteli predominanti nella gestione di un bambino.

Una crescita basata su giochi all’aria aperta, dialogo, sport e videogiochi lo renderà più che socievole. Potrebbe diventare un famoso giornalista, potrebbe vincere le Olimpiadi, salvare il mondo da una pandemia, o replicare il successo di Zuckerberg. Ma da qui al futuro, c’è l’oggi fatto di tutto quello che gli serve per essere felice in questo mondo che comincia appena a scoprire.