Il Corpo di Ginevra Hollander è stato ritrovato nel Lago di Garda

Finalmente la soluzione al giallo della scomparsa di Federica Giacomini, nota nel mondo hard come Ginevra Hollander. Era nelle acque del lago di Garda a 100 metri di profondità.

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Dopo 4 mesi dalla scomparsa di Ginevra Hollander, ecco una svolta.

Un involucro di plastica contenente resti umani è stato ripescato a Castelletto di Brenzone, sul lago di Garda, dai sommozzatori della polizia e dentro, i resti di Ginevra Hollander.

A darne notizia è l’avvocato della famiglia della donna, Paolo Mele.

Le ricerche sono cominciate quando un barcaiolo ha rivelato alle forze dell’ordine che un uomo fattosi passare per biologo, si era fatto accompagnare al centro del lago con la scusa di fare degli esperimenti per poi gettare l’involucro in acqua, proprio a Castelletto di Brenzone. Solo dopo ha capito che il biologo altri non era che Franco Mossoni, il compagno di Federica il quale nello stesso periodo è andato spesso sul luogo.

Quando la Polizia ha aperto l’involucro vi ha trovato all’interno una serie di sacchi di plastica chiusi da nastro adesivo ad avvolgere quello che appare un corpo umano, insieme a pezzi di legno e a un forato di cemento.

Il riconoscimento del cadavere della donna è avvenuto oggi all’istituto di medicina legale di Padova, e l’avvocato ha detto:

“ Al di la’ dell’accertamento di natura biologica e dell’approfondimento in ambito genetico, per la conoscenza che ho della persona, salvo che non sia una sosia, per me è più che verosimile che siaFederica Giacomini. Quello che mi interessava nel venire qui oggi  non era tanto la procedura autoptica, ma intanto se dentro quel sacco ci fosse un corpo umano, se questo corpo era di sesso femminile, come nel caso di specie lo è, e soprattutto se poteva verosimilmente essere Federica Giacomini. Purtroppo queste mie tre attese sono state soddisfatte. Ora vado dai genitori per condividere questo momento. L’importante è riuscire a trovare un posto finalmente dove collocare questa loro unica figlia, e dar loro la possibilita’ di avere ristoro attraverso la preghiera. Poi il processo si vedra’, le responsabilita’ si vedranno, sulle cause della morte ovviamente non posso dire nulla visto che è un aspetto legato al segreto istruttorio di cui dirà in seguito la Procura”.

Ancora da accertare le accuse su Franco Mossoni, ma le prove a suo sfavore sono numerose.