Giada Curti riscopre l’Oriente con la capsule collection “Shukran”

L’oriente e le sue mille sfaccettature sono i grandi protagonisti di “Shukran”, la capsule collection presentata da Giada Curti nel corso di AltaRoma.

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Tra le proposte più suggestive di AltaRoma AltaModa c’è sicuramente Shukran, la capsule collection di Giada Curti. Come rivela il nome, che in arabo non significa altro che “grazie”, la fonte a cui la stilista attinge a piene mani per le sue originali ispirazioni è l’oriente, vicino, medio e lontano, con tutto il suo inimitabile e variegato repertorio di colori, atmosfere, rumori e inflessioni.

Anche la canzone utilizzata per aprire la sfilata non è casuale. Si tratta infatti di Zaghrouta, una sorta di marcia nuziale del mondo arabo, che apre i matrimoni celebrati secondo il rito musulmano. Quanto agli abiti della capsule, spiccano i preziosi vestiti di seta, macramè, pizzo e mikado, tutti influssi orientali rielaborati però con una sensibilità ed un gusto per l’estetica tutto italiano.

I colori spaziano su nuance delicate, dal bianco al grigio, sempre con sfumature tenui e mai troppo accese. La costante della collezione proposta sulla passerella capitolina è il turbante di seta ricamato con pietre preziose, un accessorio fondamentale da abbinare a ogni vestito. Un’atmosfera da fiaba, insomma, ma con legami costanti con la realtà. E allora diciamo “Shukran” a Giada Curti.