Come gestire la fine di un rapporto e prevenire i tragici esiti dello stalking

Usate chiarezza, dimostrate comprensione e chiudete una volta per tutte: tre passi per chiudere un rapporto in modo civile e prevenire lo stalking.

E’ arrivato il momento di lasciarlo. Per quanto possa non essere compreso dal vostro partner, il fatto è che soffrirete anche voi. Anche se non c’è un altro, anche se non ci sono colpe. Lasciare un uomo che vi ha accompagnato per un lungo periodo della vostra vita è una decisione dura. E in alcuni casi, lo dimostra la cronaca, è anche una scelta potenzialmente rischiosa. Potreste passare dall’essere carnefici della coppia e vittime di stalking.

Il primo passo, sia per rispetto nei suoi confronti che per autotutela, è la chiarezza.

Non c’è spazio per le false motivazioni o per le mezze verità. Bisogna  essere dirette e comunicare una decisione definitiva, per non correre il rischio che si aggrappi a vane speranze, o che si senta mortificato e preso in giro.

Il secondo passo è la comprensione. In questi casi lui potrebbe avere bisogno di un po’ di tempo per elaborare il lutto, quindi siate disponibili alle sue necessità di chiarimento. Potrebbe avere reazioni che sfociano in violenza verbale denigratoria. Non gettate alcol sul fuoco, moltiplicando le provocazioni.

Il terzo passo chiude e confeziona l’iter: chiudete una volta per tutte.

Molte donne diventano vittime di stalking perché non se la sentono di tagliare di netto uno strascico di fine rapporto.

Basta con le telefonate, i messaggi e tanto meno gli incontri. Se ve lo ritrovate sotto casa o sotto l’ufficio per la seconda volta, siate chiare e alzate le antenne. E rivolgetevi a persone competenti, alle forze dell’ordine e agli amici. Lo stalking si rafforza con la solitudine della vittima.

Lui ha diritto di voltare pagina e voi avete il diritto di essere rispettate in questa scelta.

Non bisogna allarmarsi subito, ma è pur vero che il rapporto 2013 sull’omicidio volontario, pubblicato dall’Eures in collaborazione con l’Ansa, rivela che il 49,1% degli omicidi avvengono all’interno di una coppia (o ex coppia). Il carnefice, in sostanza, è il partner, l’ex partner o l’amante.

La distribuzione geografica dimostra una prevalenza al Nord Italia, circa la metà (49,9%) dei casi. Seguono il Sud (30,7%) e il Centro (19,4%). In 9 casi su dieci, il killer è uomo: quindi un femminicidio. La vittima, donna, rientra nella fascia d’età tra i 25 e i 54 anni.

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ultimo aggiornamento: 08-11-2015

Daniela Cursi Masella

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