Fissati per sabato i funerali di Elena Ceste

Il marito di Elena Ceste, difeso dagli avvocati d’ufficio, avrebbe rifiutato la difesa di un noto penalista piemontese ribattendo: “Cercate il vero colpevole”

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I funerali di Elena Ceste, la donna scomparsa da casa il 24 gennaio dell’anno scorso e poi ritrovata cadavere a ottobre, si svolgeranno sabato mattina nella chiesa parrocchiale di San Secondo a Govone, nel Cuneese.

Sarà una cerimonia privata quella in ricordo di Elena Ceste, nel momento in cui i legali della famiglia della donna hanno avuto dall’autorità giudiziaria, l’autorizzazione a poter tumulare il corpo.

L’unico accusato dell’omicidio e dell’occultamento del corpo è il marito di Elena Ceste, Michele Buoninconti. L’uomo continua a ripetere di non essere lui l’assassino della moglie Elena Ceste, che il vero colpevole sia ancora libero di girare per la città, mentre lui si trova costretto in carcere.

A sorpresa, nell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Quarto d’Asti, Michele Buonincontri, ha risposto a tutte le domande del gip Giacomo Manson in merito alla moglie Elena Ceste.

I legali che lo difendono (Chiara Girola e Alberto Masoero) assicurano che lui sia deciso a difendersi e ad andare fino in fondo. Se il gip lo ritenesse colpevole, i legali assicurano che si rivolgeranno al tribunale del Riesame. Nonostante questo però sarebbero emersi «gravi, precisi e concordanti secondo cui per l’accusa il 24 gennaio di un anno fa Buoninconti ha ucciso la moglie al di là di ogni ragionevole dubbio».

Il delitto di Elena Ceste sarebbe avvenuto molto probailmente per asfissia mentre la donna si stava lavando in bagno: qualcuno l’avrebbe colta si sorpresa uccidendola. Indubbiamente qualcuno che al conosceva molto bene. Poi la corsa con quel cadavere nudo in auto, approfittando della nebbia, per gettarlo nel rio Mersa, il rigagnolo a poco più di un chilometro di distanza dove è stato ritrovato quasi per caso nove mesi dopo.

Sabato finalmente il corpo della povera Elena ceste potrà riposare in pace.