“Felpa da lavare? Dalla a mamma: è il suo lavoro”. Le donne del Pd insorgono sull’ etichetta sessista

La responsabile delle donne del Pd Federica Mazzoni fa esplodere la polemica contro un’ etichetta sessista su una felpa e fa partire la segnalazione all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria

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Devi lavare la felpa? «Dalla a tua mamma, è il suo lavoro».

E’ ciò che si legge sull’etichetta di Shoeshine, il brand indossatissimo dagli adolescenti italiani nato nel 2007 in Emilia-Romagna. Una battuta che ha infuocato gli animi delle donne del Pd che gridano al sessismo e alla discriminazione.

A puntare il dito contro l’azienda che ha prodotto la felpa è la coordinatrice delle donne del Pd di Bologna, Federica Mazzoni. Un messaggio fastidioso, che si è già meritato una segnalazione al comitato dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (IAP) per boicottare l’etichetta maschilista.

Federica Mazzoni ha voluto commentare su Facebook l’etichetta evidenziando:

“Fare lavatrici non è il lavoro delle mamme, anche i papà sono in grado di girare una semplice manopola”.

Magari, a prima vista, non si nota subito, eppure se si arriva fino all’ultima riga dell’etichetta della felpa si può notare il messaggio incriminato scritto in inglese. La stessa Mazzoni scrive ancora sul social:

“Leggete fino all’ultima riga, la sorpresa arriva alla fine: Dalla a tua madre, è il suo lavoro. Evidentemente all’azienda non è bastato fornire le necessarie informazioni utili, ha proprio sentito l’esigenza di dire la sua, perpetuando un messaggio sessista nei confronti delle madri e delle donne come se il lavoro delle madri fosse quello di lavare, magari stando in casa e senza avere altra professionalità se non quella di girare la manopola sui 30 gradi del programma dei delicati”.

Ma l’etichetta della felpa della Shoeshine, sostiene ancora la coordinatrice delle Democratiche bolognese, è anche un’offesa per gli uomini:

“Come se non fossero in grado di fare una semplice lavatrice o proprio non competesse loro”.

Ed intanto, l’azienda replica:

“E’ solo una battuta. Non c’è nessun tipo di ironia sessista. E’ una semplice battuta pensata per gli adolescenti che sono il nostro target”.