Federica Mogherini dichiara: “Sono molto preoccupata per la situazione in Libano”

Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, parlando della possibile espansione dello Stato Islamico nei confini del Paese si definisce molto preoccupata per questa situazione.

Pensieri sul Libano per Federica Mogherini, prossimo Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue,

“non sono preoccupata per i nostri militari dell’Unifil”.

Dice ancora la Mogherini:

“La conferma del comando all’Italia in Libano mette in luce come il nostro contingente stia facendo un lavoro eccezionale in Libano. Sono mesi che il governo italiano è impegnato nel Paese”

ha continuato il ministro che a New York ha incontrato l’ex premier britannico Tony Blair, inviato del Quartetto per il Medio Oriente (Nazioni Unite, Unione europea, Stati Uniti e Russia).

“I nostri militari sono apprezzati da tutti gli attori in campo in Libano per la loro autorevolezza e credibilità”, ha aggiunto Mogherini concludendo: “Il Libano da tempo sta affrontando una difficile transizione, da mesi non ha un presidente e sta accogliendo migliaia di rifugiati” in fuga dalla guerra civile in Siria.

La nuova “Lady Pesc”, l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, ha incontrato nei giorni scorsi, all’interno della Missione d’Italia all’Onu, l’ex premier britannico Tony Blair.

La nomina di Federica Mogherini a Lady Pesc della Ue “è una buona notizia per l’Europa”. Lo ha detto l’ex premier britannico, Tony Blair, congratulandosi al termine di un incontro con la titolare della Farnesina a New York sul processo di pace in Medio Oriente.

Proprio sulla questione, Blair ha sottolineato che:

“L’Europa deve giocare un ruolo sempre più determinante nel favorire il processo di riconciliazione”.”Isis rappresenta una minaccia per tutta la regione – dice Tony Blair – ma la risposta non è sicuramente una collaborazione con Assad, la vera risposta è invece agire, così come gli Stati Uniti stanno facendo negli ultimi giorni, e trovare una via da seguire in Siria. Ci serve una forte coalizione e un governo sostenuto dal popolo”.

C’è attesa per la prossima conferenza dei donatori che si svolgerà nel mese di ottobre al Cairo.

“L’Unione Europea – sottolinea la titolare della Farnesina – deve avere un ruolo sempre più politico nel processo di pace in Medio Oriente e non solo un ruolo da donatore”.

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ultimo aggiornamento: 22-09-2014

Emanuela Bertolone

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