Fecondazione: durante l’incontro tra seme e uovo ci sono i fuochi d’artificio

Una fotografia eseguita da scienziati americani durante la fecondazione artificiale svela l’incredibile. Durante l’incontro tra spermatozoo e cellula uovo c’è il rilascio, da parte della cellula uovo, di miliardi di atomi di zinco paragonabili a scintille.

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Scintille che per la loro imponenza sembrano fuochi d’artificio. Questo avviene durante la fecondazione umana.

Un vero e prorpio “miracolo” portato alla luce da un team di ricercatori della Northwestern University. Gli scienziati sono riusciti a immortalare il momento della fecondazione in cui lo spermatozoo incontra la cellula uovo e tutto ciò che accade in quel momento. La cellula uovo infatti rilascia miliardi di atomi di zinco che creano una sorta di fuoco d’artificio.

A scatenare l’esplosione sono come delle minuscole sacche, piene di zinco, che si trovano proprio sotto la superficie dell’ovulo.

Questo fenomento si manifesta sia durante la fecondazione che nelle due ore successive. Portare alla luce questo processo non è stato semplice: dopo aver inventato un sensore fluorescente, gli scienziati hanno individuato quasi 8 mila compartimenti nell’uovo, ognuno dei quasli può contare all’incirca 1 milione di atomi di zinco. È proprio nel momento in cui avviene la fecondazione che lo zinco viene rilasciato simultaneamente come si fossero scintille. Dopo una prima ondata se ne verificano altre 4-5 per ogni uovo.

Questo studio va interpretato in un’ottica più ampia, destinata a comprendere più a fondo i meccanismi molecolari della fecondazione coinvolti nella nascita di una nuova vita svolgendo un ruolo di primo piano i processi che portano dalla cellula uovo all’embrione vero e proprio.

Teresa Woodruff, uno degli autori dello studio afferma:

“La quantità di zinco rilasciata da un’ovulo può essere un ottimo indicatore per identificare gli ovuli fertilizzati di miglior qualità, qualcosa che non possiamo fare ora. Una volta in grado di identificare i migliori ovociti, si potranno trasferire meno embrioni durante i trattamenti di fecondazione”.