Fantozzi compie 40 anni: lo si può amare o odiare ma è sempre nella memoria di tutti

Il 27 marzo del 1975 usciva nelle sale il primo capitolo della saga di Ugo Fantozzi, il ragioniere condannato a una quotidiana dose di sfortune, frustrazioni e sconfitte, affrontate con rassegnazione cronica ma anche grande dignità

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C’è chi lo ama e chi lo odia, ma tutti sanno di cosa si parla: la saga del ragionier Ugo Fantozzi oggi compie 40 anni.

Fantozzi da 40 anni non smette di esser programmato periodicamente, mentre generazione dopo generazione ci si tramandano spezzoni cult dei vari episodi ed espressioni come “mega direttore”, “come è umano, lei”.

Con Fantozzi, nel 1975 raggiunse la fama anche il ragionier Filini, la Pina e la signorina Silvani. La stessa Anna Mazzamauro ha raccontato:

“Del set non ho un ricordo bellissimo. Quello che mi diede molto fastidio era quest’idea di farmi sembrare più brutta di quello che fossi – ha raccontato l’attrice a FQ Magazine – Dopo Fantozzi mi offrivano solo parti da moglie racchia. Fellini mi chiamò per doppiare un’attrice 90enne e poi mi disse “Non va bene signorina Mezzamauro” e io “caro dottor Felloni lei in famiglia ha un’attrice più brava e più anziana di me, lo faccia fare a lei”

Nemmeno un anno di programmazione e Fantozzi divenne un fenomeno nazional popolare da primo posto al box office.

Nel 1976 incassò 5 miliardi e oltre 125 milioni di lire, battendo titoli del calibro de L’Esorcista e L’inferno di cristallo, e inanellando negli anni a venire ben dieci sequel diventanod una vera e propria saga.

A spiegare il perchè di un simile successo è il professore Gian Piero Brunetta, autore volumi sulla storia del cinema:

“Fu il momento in cui la commedia italiana ebbe le sue ultime manifestazioni creative, travolta dai film di Pierino e dalla comicità low cost, goliardica e da caserma. Mentre Fantozzi era qualcos’altro. La saga del piccolo omino alla Gogol e Cechov su cui la modernità si accaniva e lui ce la metteva tutta per adeguarvisi. Villaggio/Fantozzi ereditò da Chaplin il messaggio di ribellione, come la crudeltà e il sadomasochismo delle sue prime comiche. Anche se la caratteristica principale dell’atteggiamento bipolare fantozziano è di adeguarsi supinamente a chi gli sta sopra culturalmente e lavorativamente, come di grande aggressività verso chi dipende da lui come la moglie Pina. E’ un modalità di comportamento piccolo borghese, trasformata dal miracolo economico, profondamente radicata nella realtà italiana dell’epoca e non solo”.

Il ragionier Fantozzi non si batte né per vincere né per perdere ma per sopravvivere. E’ per questo che la gente riesce ad immedesimarsi in questo personaggio: non esiste persona infatti che, anche solo per un attimo non si è sentito nella vita. Sfortunato con il ragionier Fantozzi.