Fantascienza: Gravity Vince il Producers Guild Awards

Il film di fantascienza Gravity, diretto da Alfonso Cuaron, si aggiudica il Producers Guild Award come migliore produzione cinematografica dell’anno.

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Il Producers Guild Award è un premio che viene assegnato ogni anno dai 6000 membri del sindacato dei produttori alla migliore produzione cinematografica. Quest’anno il premio per la prima volta è stato assegnato ex-equo a due film:  “Gravity” di Alfonso Cuaron e “12 Anni Schiavo” di Steve McQueen.

Gravity è un film di fantascienza presentato alla 70ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in anteprima mondiale il 28 agosto 2013 nella Sala Grande del Palazzo del Cinema di Venezia.

Guarda il trailer.

Trama – La dottoressa Ryan Stone (interpretata da sandra Bullock) è un ingegnere biomedico che partecipa per la prima volta una missione nello spazio. Oltre a lei sullo Space Shuttle c’è  l’astronauta Matt Kowalsky (George Clooney) alla sua ultima missione prima della pensione. Durante i lavori di manutenzione sul telescopio Hubble, vengono colpiti dai detriti di un satellite russo esploso nello spazio. La navetta spaziale viene distrutta e i due rimangono gli unici superstiti dell’equipaggio. Alla deriva nello spazio, e senza possibilità di comunicazioni con la base di Houston, Kowalsky riesce con il suo zaino jet a trainare con sé la dottoressa Stone agganciandola con un cavo. La loro unica speranza è raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, distante pochi chilometri.  Con il propellente esaurito i due superstiti riescono a raggiungere la stazione, tuttavia il comandante è costretto a sacrificarsi per salvare la donna, lasciandosi andare alla deriva nello spazio.

Fantascienza: Gravity
Fantascienza: Gravity

Affranta, la dottoressa Ryan Stone, che nel frattempo aveva esaurito la propria riserva di ossigeno, riesce a penetrare nella stazione internazionale, danneggiata, disabitata e piena di oggetti in caduta libera. Entrata nel modulo di salvataggio russo Sojuz, cerca di sganciarsi dalla stazione attivando i razzi ma il paracadute, apertosi a causa dell’impatto dei detriti, si è impigliato nella stazione e le impedisce di staccarsi. Solo tornando all’esterno potrà sganciare il paracadute. Tuttavia una nuova pioggia di detriti ad altissima velocità la coglie all’esterno e solo a fatica riesce a rientrare nella Sojuz mentre la Stazione Spaziale Internazionale viene completamente distrutta.

Con la navetta russa pesantemente danneggiata, peraltro senza paracadute, non può rientrare sulla Terra, pertanto come ultima speranza deve dirigersi verso la stazione cinese Tiangong 1 in orbita. All’interno del modulo Sojuz, la dottoressa Stone ha una conversazione via radio con un uomo che non parla la sua lingua, quindi tenta inutilmente di chiamare il Mayday, che l’uomo scambia per il suo nome. Il motore principale della Sojuz non si attiva e la donna è ormai disperata e pronta a lasciarsi morire chiudendo l’erogazione di ossigeno nella capsula. Appare però Kowalsky, in realtà un’allucinazione, che la scuote dalla sua disperazione e le suggerisce di usare i razzi di atterraggio del modulo della navetta russa per imprimere il movimento sufficiente ad avvicinarsi alla stazione cinese. Quest’ultima viene così raggiunta ma sta vistosamente perdendo quota.

A bordo della navetta di salvataggio cinese Shenzhou, staccatasi dalla stazione cinese poco prima della sua distruzione, la dottoressa Stone riuscirà ad affrontare la rovente discesa nell’atmosfera terrestre e infine ammarare in un lago in una landa deserta dove però sono già in arrivo i soccorsi, preannunciati via radio durante la discesa.