Facciamo chiarezza sul certificato medico sportivo: quando e dove è necessario

Si continuano a pagare soldi per un certificato medico che è stato abolito per legge e serve solo ai centri sportivi, che non si sentono abbastanza tutelati.

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Il Decreto del Fare 2013 ha abolito l’obbligo del certificato medico per le attività sportive ludiche (nuoto, danza, pilates, eccetera) ma i cittadini continuano a pagare dai 30 ai 60 euro per un documento inutile.

La Fimmg dichiara:

“Ci sono le norme del decreto Fare, ma dopo un anno non è cambiato niente”

Nonostante il Decreto Legislativo Fare del 2013 abbia cancellato l’obbligo del certificato medico per svolgere attività ludico-motoria amatoriale, come nuoto libero o palestra, nell’ultimo anno le strutture hanno continuato a richiederlo ai fini dell’iscrizione.

Si rischia quindi di trovarsi a sborsare soldi per un certificato non necessario a praticare uno sport come il nuoto o il pilates. Se da un lato i cittadini ignorano la normativa, dall’altro le palestre non intendono esporsi a rischi.

Il certificato medico è obbligatorio solo per attività non agonistica. Diversa, secondo le linee guida per i certificati medici per l’attività sportiva non agonistica elaborate dal tavolo di esperti della Fnomceo, la situazione per chi pratica attività sportiva non agonistica.

Per gli studenti che svolgono attività sportive organizzate dalle scuole, o che si impegnano in attività sportive organizzate dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il certificato è invece obbligatorio e scade dopo un anno. Per quanto riguarda l’elettrocardiogramma, invece, le linee guida prescrivono di eseguirlo almeno una volta nella vita e una volta l’anno dopo i sessant’anni.