Fabrizio Corona, parla la mamma Gabriella ai microfoni di Mattino Cinque

Fabrizio Corona è stato interrogato dai PM per la sesta udienza del processo a suo carico, mentre mamma Gabriella ha parlato a Mattino Cinque.


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Gabriella Corona, madre dell’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona, nei giorni scorsi ha parlato a Mattino Cinque della nuova udienza del processo a carico del figlio, accusato di intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali relative alle misure di prevenzione. Mamma Gabriella è apparsa molto contenta di come suo figlio stia reagendo in aula, rivelando che il figlio si è mostrato lucido e intelligente.

Fabrizio Corona, la mamma Gabriella: il trauma degli arresti del figlio

Fabrizio Corona
Fonte foto: instagram.com/ledonatellaofficial

La signora Gabriella ha raccontato: “Sono stata contenta perché Fabrizio ha fatto un interrogatorio in cui si è dimostrato molto lucido, molto intelligente. Ho avuto anche dei momenti di commozione perché ho rivisto mio marito in lui, aveva la stessa mimica. Era molto elegante in abito blu, bello come il sole. Purtroppo, in alcuni momenti ha alzato la voce. Questo è il suo carattere che ogni tanto viene fuori. Non mi sono piaciuti questi momenti anche se, però, aveva ragione. Quello che sta subendo con questo processo pare che sia una cosa che non ha veramente ragione di essere…. Lui ha dato delle spiegazioni così lucide, così razionali e così coerenti che credo abbia proprio ragione, anche se si innervosisce un attimino rispetto certe cose”.

La donna ha poi parlato del trauma subito dagli arresti del figlio, nel 2007 prima e nel 2016 poi: “Il trauma dell’arresto non si supera mai. La prima volta è stata del 2007, mio marito era morto da un mese, io ero a letto e alle 5 del mattino è arrivato l’altro mio figlio che mi ha detto dell’arresto. Quello è stato in assoluto il momento più brutto della mia vita. Quello è stato un trauma mai passato. Il secondo arresto è stato un rivivere il primo trauma…sono arrivati gli avvocati con Fabrizio per avvertirmi che purtroppo sapevano che da lì a poco sarebbe stato tradotto in carcere. Neanche il tempo di finire di parlare ed è arrivata la polizia a casa. Quando ha suonato il citofono ho avuto un malore perché non me l’aspettavo assolutamente, non sapevo nulla, non sapevo il perché. Fabrizio era disperato e mi ha detto: “questa volta non ce la faccio”. Io ho sempre detto a mio figlio che la vita è vita, anche dentro a un carcere e quindi bisogna cercare di viverla nel migliore dei modi”.