Fabio De Nunzio ingannato da Mingo a Striscia La Notizia, ecco com’è andata

Risolto il contenzioso tra Fabio De Nunzio e Striscia La Notizia con Mingo che sarebbe reo di aver taroccato alcuni servizi andati in onda nel 2013.

chiudi

Caricamento Player...

Il contenzioso tra Striscia La Notizia e Fabio De Nunzio sarebbe finalmente risolto, con Mingo che sarebbe il colpevole nell’aver taroccato alcuni servizi del famoso tg satirico andati in onda nel 2013. Anche De Nunzio, dunque, sarebbe parte lesa in questo processo, come riporta Il Messaggero.

Striscia La Notizia: il comunicato del tg satirico

fabio de nunzio
FONTE FOTO: facebook.com/Fabio-De-Nunzio

In un comunicato Mediaset rende noto che: “Striscia la Notizia e Fabio De Nunzio sono giunti ad un reciproco chiarimento che ha permesso loro di risolvere il contenzioso insorto. Nelle ultime settimane Fabio De Nunzio ha spiegato di essere stato lui stesso ingannato dal suo ex compagno Domenico De Pasquale, che dapprima lo aveva tenuto all’oscuro della falsità di alcuni dei servizi trasmessi nel 2013”. 

Si legge ancora: “Le indagini della Procura di Bari hanno confermato che Mingo e la moglie hanno operato unilateralmente, ‘taroccando’ alcuni servizi in danno di Striscia e all’insaputa dello stesso Fabio. Fabio, sia in pubblico che in privato, ha espresso dispiacere per l’accaduto, rammaricandosi di non essersi accorto di nulla e smarcandosi finalmente dal suo vecchio socio. Alla luce delle risultanze investigative e della netta presa di distanza di Fabio Striscia ritiene dunque di poter credere alla buona fede del suo ex-inviato, che dal canto suo ringrazia e conferma la sua stima per il lavoro di Striscia la Notizia”. 

La questione concerne la presunta truffa per 10 servizi ‘taroccati’ w realizzati dagli inviati pugliesi di Striscia. Secondo l’accusa sostenuta dalla procura di Bari, Mingo, all’insaputa del suo collega Fabio, avrebbe truffato Mediaset per circa 170mila euro con la complicità di sua moglie, facendosi pagare dei servizi fasulli e spacciati come veri, facendosi poi rimborsare per dei costi non dovuti per figuranti e attori.