Estinzione: per colpa dell’uomo alcune specie marine scompariranno

Le grandi specie marine tra cui balene, tonni e merluzzi sono a rischio estinzione e l’ecocidio ha un solo colpevole: l’uomo

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Disastri senza fine sulla natura a causa del continuo intervento da parte dell’uomo e in modo particolare, l’effetto domino sta cadendo sul mondo marino: un’estinzione di specie marine che non conosce precedenti nella storia di questo pianeta.

Sono le specie marine di elevate dimensioni quelle messe maggiormente in pericolo da parte dell’uomo.

Un’estinzione di massa senza precedenti di animali marini

Uno studio dell’università americana di Stanford, pubblicato sulla rivista Science avrebbe recentemente denunciato un’estinzione di massa senza precedenti ben maggiore di quelle avvenute milioni di anni fa per cause naturali e la categoria colpita sarebbe proprio quella delle specie marine.

Nel dettaglio, le specie più colpite sono quelle di grandi dimensioni, come i cetacei, che giocano un ruolo fondamentale per gli ecosistemi. Tra le attività più dannose per gli oceani spicca la pesca intensiva.

La ricerca spiega che le specie più colpite sono quelle di grandi dimensioni, come i cetacei, che giocano un ruolo fondamentale per gli ecosistemi. 

Uno degli autori, Noel Heim, secondo quanto affermato da TgCom 24, avrebbe dichiarato:

“L’abbiamo visto un sacco di volte. Gli umani entrano in un nuovo ecosistema e gli animali più grandi sono uccisi per primi. Gli ecosistemi marini finora erano stati risparmiati, perché fino a poco tempo fa gli umani non avevano la tecnologia per pescare nel mare profondo su scala industriale”.

Qualche esempio? La scomparsa dalle barriere coralline delle grandi lumache di mare, senza le quali si sono moltiplicate le stelle marine che mangiano il corallo. Esemplare è anche il rischio di estinzione di tonni e merluzzi, a causa della pesca intensiva.

L’estinzione delle specie marine più grandi potrebbe portare a danni incredibili nei vari ecosistemi, sia nella struttura che nel loro funzionamento.

Fonte Immagine: Pixabay