Equinozio di Primavera e la Giornata mondiale della Felicità

Giovedì 20 marzo 2014 è il giorno dell’equinozio di primavera, che quest’anno coincide con la Giornata Mondiale della Felicità.

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Oggi 20 marzo 2014 finisce ufficialmente l’inverno. E’ il giorno dell’equinozio di primavera il cui significato è legato alla stessa durata della luce rispetto a quella del buio. L’equinozio di primavera non cade sempre il medesimo giorno. Può capitare il 19, il 20 o il 21 marzo. Ogni anno ha la tendenza di arrivare in anticipo rispetto a quello precedente. Tutto ciò è dovuto a un fenomeno celeste chiamato precessione dell’asse terrestre. Si tratta di un fenomeno causato dal fatto che la Terra non ha una forma perfettamente sferica e dalle forze che il sole e la luna esercitano sul nostro pianeta. Proprio per rimediare a questa tendenza all’anticipo, sono stati introdotti gli anni bisestili.

L’inizio della primavera è visto da molte culture come un giorno di rinascita e diversi significati religiosi lo associano ai concetti di fertilità e di risurrezione.

Per questo, fin dai tempi antichi, il giorno dell’equinozio è stato un momento dedicato alla festa. Basti pensare al termine Easter, che in inglese indica la Pasqua. Per comprendere meglio il significato di tutto ciò, dobbiamo sapere che proprio la dea Eostre era, fra i popoli nordici pagani, quella assimilabile a Venere, la quale era legata all’arrivo della primavera e al sopraggiungere della fertilità dei campi. A questa dea era sacra la lepre, animale considerato in molte tradizioni un vero e proprio simbolo di fertilità. I Celti, ad esempio, consideravano questo animale come un essere divinatorio, mentre i Britannici lo associavano alla divinità della luna.

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La stessa dea Eostre veniva raffigurata con una testa di lepre. Si credeva che la dea, raffigurata come lepre, deponesse l’uovo della nuova vita, in modo da segnare la rinascita dell’anno. La pianta sacra dell’equinozio di primavera è il trifoglio. Riguardo a questa pianta si dice che San Patrizio, evangelizzatore dell’Irlanda, la usasse per spiegare la Trinità. Non a caso la festa di San Patrizio, il 17 marzo, cade proprio in prossimità dell’equinozio di primavera.

Il 20 marzo è anche La Giornata Mondiale della Felicità istituita dall’Onu nel 2012 la cui risoluzione specifica che “la ricerca della felicità è un scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone”

Il Paese al primo posto nella ricerca della felicità è il Bhutan, un piccolo stato montuoso dell’Asia. Il Bhutan ha riconosciuto la supremazia della felicità sul reddito sin dai primi anni 1970 e ha adottato l’obiettivo di Felicità interna lorda come standard di riferimento, anteponendolo al Prodotto interno lordo e innescando un dibattito sui Pil alternativi tuttora in corso.

Secondo l’ultimo World Happiness Report gli altri paesi più felici del mondo sono gli stati scandinavi: la Danimarca, la Finlandia e la Norvegia. Dopo questi seguono i Paesi Bassi, il Canada, la Svizzera, la Nuova Zelanda e l’Australia. L’Italia occupa il ventottesimo posto.

Le Nazioni Unite invitano gli stati membri, le organizzazioni internazionali e regionali, le organizzazioni non governative e i singoli individui a celebrare la Giornata mondiale della felicità in modo appropriato, anche attraverso attività di educazione e sensibilizzazione pubblica.

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