Ripercorriamo la vita e la carriera di Emma Bonino con alcune delle sue frasi più belle e profonde, ma anche con quelle divisive.
Sulla scena politica dagli anni Settanta, Emma Bonino è finita spesso al centro dell’attenzione per le sue battaglie. Ne ha combattute davvero tante, battendosi fino allo stremo per i diritti di tutti gli esseri umani, senza alcuna distinzione. Ripercorriamo la sua carriera con le sue frasi più belle, ma anche con quelle che hanno maggiormente diviso l’opinione pubblica.
Emma Bonino: le frasi più belle e profonde
Classe 1943, Emma Bonino è una delle politiche più longeve del panorama italiano. Considerata una delle massime esponenti del radicalismo liberale, ha iniziato a muovere i primi passi in politica da giovanissima. E’ stata eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati, nelle fila del Partito Radicale, a soli 28 anni, nel 1976.
Nel corso della sua lunga carriera, la Bonino ha combattuto diverse battaglie: dalla legalizzazione dell’aborto alla difesa della legge sul divorzio, passando per la liberalizzazione dei contraccettivi e il sostegno all’eutanasia legale. Di seguito, una selezione delle sue frasi più belle e profonde:
- Il diritto a manifestare in maniera non violenta è un pilastro irrinunciabile della democrazia, come lo sono il pluralismo e la tolleranza. Non ci può essere alternativa alla via del dialogo e del confronto. Il dialogo è, in realtà, lo strumento dei forti. Il ricorso alla forza o alla violenza è spesso espressione di debolezza.
- Io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata.
- Potete scegliere l’associazione che volete, occuparvi di ambiente o di qualsiasi altra cosa. Ma non pensate di aver sostituito l’impegno civile coi click. Usciamo di casa, combattiamo la pigrizia, diventiamo cittadini.
- Durante tutta la mia carriera politica mi sono sentita ripetere a più riprese: Emma, tu sei una figura molto amata in questo paese, un giorno o l’altro ti faranno un monumento! Avrei preferito essere amata di meno e votata di più.
- I diritti civili non sono scritti nella pietra e non è che una volta che li conquisti stanno lì per sempre. Lo dico da anni, se non vi occupate dei diritti conquistati vi alzerete un bel giorno e non ne avrete più.
- Esiste una responsabilità degli uomini di questo Paese: devono essere i nostri alleati nella battaglia contro la violenza sulle donne.
- Le persone non sono alberi con le radici, sono come pesci, la storia dell’umanità è una storia di mobilitazione.
- Mi sono trovata in un gruppo politico, i radicali, che primo e ultimo nella storia, usava il corpo come arma politica. Io li ho seguiti sempre, dal carcere agli imbavagliamenti. L’unica cosa che davvero non mi piaceva erano i digiuni.
- Niente è impossibile ma niente è gratuito. Le donne non si devono fare più dire da nessuno “questo lavoro non lo puoi fare”. Ricordiamoci che, nel nostro Paese, per essere riconosciute come avvocate abbiamo aspettato una legge del 1953. Prima avevamo ottenuto il diritto di voto con la Costituzione dopo, negli anni Settanta, c’è stato il periodo di fermento con i diritti civili, e poi… poi si è calmato tutto. Le donne si sono fatte un po’ fregare. All’epoca andava di moda essere cooptati: tu andavi lì, facevi la bella segretaria, la brava assistente, poi ti aspettavi che qualcuno riconoscesse il tuo ruolo. Ma ovviamente la cooptazione non ha funzionato.
Emma Bonino: le frasi più divisive
Da sempre molto riservata sulla sua vita privata, solo nel 2006 Emma Bonino ha rivelato che negli anni Settanta ha avuto in affido due bambine, Aurora e Rugiada. Di loro, così come di partner o presunti tali, non ha mai parlato pubblicamente. Forse, visto il suo ruolo politico, ha preferito anche preservare tutti i suoi cari da eventuali attacchi. Di seguito, una selezione delle sue frasi più divisive:
- L’aborto è un dramma, ma il vero dramma è l’aborto clandestino.
- Sulla vita ci deve essere una libertà di scelta personale, non c’è nulla di estremista nel dirlo, mia madre che è cattolica mi ha insegnato il libero arbitrio.
- La mia candidatura è un’alternativa per i cittadini che credono nello Stato di diritto e nella legalità nel nostro Paese. Rappresento la dignità della politica contro lo sfascio del regime partitocratico.
- Un discorso prima di pranzo non deve mai durare più di alcuni sorsi di spumante.
- Oggi pare vietato esprimere critiche politiche puntuali. Chi ci prova viene messo alla gogna o la sua identità viene stravolta. Guardi al mio caso: per decenni passavo per una disfattista a causa del divorzio e l’aborto, ora i giornali del Cavaliere mi chiamano Santa Maria Goretti, parruccona, torquemada… Ma tutto questo a me pare solo un segno di debolezza e di nervosismo.
- La maternità per terzi va regolamentata, altro che farla diventare un reato.
- Serve un balzo di civiltà, riconoscendo quanto i cittadini chiedono oramai da troppo tempo. Bisogna essere liberi di scegliere anche sul fine vita, se fatto consapevolmente.
- Non basta dire “tradizione” perché essa sia positiva. Esistono anche tradizioni nefaste, come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni giovanili forzati, ovvero la legalizzazione di uno stupro.
- Io non lo volevo, ero convinta, un figlio è per sempre ed io per sempre non me lo so dire per quasi ogni tema al mondo.
- Il governo di Giorgia Meloni si sta rivelando per quello è, con una lenta ma inarrestabile compressione dei diritti. Per loro ogni differenza è una devianza, non riescono ad andare oltre il modello di famiglia del Mulino Bianco. Peccato che la società sia oltre. E lo è già da tempo. È molto più avanzata di quanto il governo pensi. I movimenti pro-life nei consultori che fanno ascoltare il battito del feto per convincere le donne a non abortire, sono il segnale che bisogna tornare a mobilitarsi con forza per difendere i nostri diritti. Ecco perché è importante l’Europa ed è importante difenderla: è uno spazio di libertà che noi diamo troppo per scontato ma a cui molti aspirano.
