Prima parte dell’Intervista Esclusiva all’Attrice e Modella Elisabetta Pellini

L’attrice e modella Elisabetta Pellini si racconta alle lettrici di Donna Glamour: vi proponiamo la prima parte dell’intervista esclusiva.

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Di seguito la prima parte dell’intervista esclusiva di donnaglamour.it a Elisabetta Pellini.

Svolgi uno dei lavori più belli al mondo: l’attrice. Sei capace di far sognare ed emozionare la gente con i tuoi personaggi. Com’è nata la tua passione per la recitazione? “La mia passione per la recitazione è nata prestissimo, quando all’età di cinque ho iniziato a studiare danza classica, al teatro di Varese, città da cui provengo; l’impegno, la quotidianità di organizzare un balletto e soprattutto la spettacolarità del saggio di fine anno mi hanno fatto capire che volevo fare l’attrice: l’emozione di stare sul palco e di presentare il balletto, lo scricchiolio degli assi, il sipario e l’attesa sono le cose che mi hanno colpita fin da subito. Però la mia grande passione, era ed è il cinema: mi piaceva passare il tempo, soprattutto quando faceva brutto, a guardare i film come ad esempio quelli con Monica Vitti. I miei genitori mi mettevano le videocassette e guardando questi magnifici film ho iniziato a dire che avrei voluto fare l’attrice e continuo a pensarlo anche oggi. Solo che per i miei studi in un collegio di suore, il legame con la mia famiglia e tante piccole cose, il cinema rimaneva un sogno molto distante. Fino a quando, uno scouting di moda, alla festa di compleanno di mia cugina di Milano, mi ha fermato e da lì sono entrata in un’agenzia di modelle iniziando prima a lavorare come modella e presentatrice e poi è arrivato anche il cinema, nel 1998, infatti ho fatto la grande scelta di lasciare tutto e trasferirmi a Roma per provare a fare l’attrice, studiando dizione e recitazione. Ho dovuto cambiare stile di vita e anche il modo di pensare: un attore deve conoscere molto bene se stesso non soltanto fisicamente (la gestualità e le espressioni del viso) ma anche la sua interiorità in modo da poter crescere al meglio”.

Elisabetta Pellini ha lavorato con grandi registi tra cui Neri Parenti, Carlo Vanzina, Ferzan Ozpetek, D’Alatri e Salvadores. Noi le chiediamo chi le ha trasmesso di più?Tutti i registi con cui ho lavorato sono stati gentili e molto attenti. Ferzan Ozpetek è il regista che ho avuto più tempo di conoscere perché con lui ho lavorato in due tempi diversi: ho iniziato facendo la pubblicità della Carte d’Or e poi mi ha richiamata per il film “Un giorno perfetto”. Sono rimasta piacevolmente colpita da tutti quanti i registi con cui ho lavorato e ho capito che sono diventati dei grandi nel mondo del cinema perché sono molto attenti al lavoro dell’attore, alla parte e ad ogni minimo particolare. Mi sono trovata molto bene anche con D’Alatri nello spot per la Nestea che abbiamo girato in Malesia. Siamo partiti per due settimane e al di là del viaggio meraviglioso è stata proprio una bella esperienza perché quando sei fuori Roma insieme alla troupe hai più possibilità di relazionarti e di conoscere meglio le persone con cui lavori. Vivi in una specie di villaggio vacanze dove finito di lavorare torni all’albergo, esci a cena e hai più tempo per stare insieme e creare delle belle amicizie. Quando invece sei a Roma e finisci di lavorare ognuno torna a casa propria perché ha la sua vita,  i suoi amici, e la sua famiglia.”

Qual è l’attore o l’attrice con cui ti sei trovata più a tuo agio nel recitare? “Un mio caro amico è Alfredo Pea, grandissimo attore che ha lavorato con me in diverse situazioni: insieme abbiamo girato un film a Varese con Anna Galiena e Massimo Ranieri. Poi dopo quell’esperienza ci siamo rincontrati per caso a Roma, a Trastevere dove tutti e due abitiamo, e dopo diversi incontri occasionali siamo proprio diventati amici. Successivamente per caso ci siamo anche trovati a recitare sul set delle “Tre Rose di Eva” dove lui interpretava il mio amante, l’avvocato Scilla, che mi salvava la vita e poi io smettevo di ricambiare il suo amore innamorandomi di suo figlio. E’ molto strano quando lavori con un tuo amico perché lo conosci così bene che alcune cose che lui fa ti fanno sorridere; a volte può anche essere più complicato recitare con una persona che conosci perché ti accorgi della differenza di quando diventa personaggio.”

Qual è il ruolo che fin’ora hai sentito più tuo e che non hai fatto fatica ad impersonare? Mi sono divertita molto a partecipare alla web series tutta sul comico “Forse sono io”. Ora esce la seconda serie visto che la prima, trasmessa da MTV, è andata molto bene e ha avuto ottime recensioni. Qui interpreto Simona, attrice bipolare, e nel suo ruolo mi sono lasciata andare sapendo che potevo esagerare un po’. Non è che l’ho sentito nelle mie corde, perché per fortuna io ho poco a che vedere con l’attrice che interpreto, però durante il lavoro mi sono divertita a prendere in giro e ad enfatizzare alcuni difetti miei e dei colleghi. Ogni nuovo lavoro è una sfida ma per ora mi sono quasi sempre stati dati ruoli distanti da quello che sono io, ad esempio quello della dark lady, della psicopatica, della tossica o del medico senza frontiere; non sai mai se riesci a farlo bene, se piaci al pubblico, se piaci al regista. E’ sempre un esame  come quando vai all’università: c’è quello più difficile ma c’è anche quello più semplice che comunque ti mette sempre ansia, che se non lo passi poi magari non superi il semestre o comunque non ti permette di andare avanti. In “Forse sono io” mi sono divertita come quando a Carnevale ti metti un vestito, passi dalla bella Olandesina a Capitan America. Nei ruoli drammatici generalmente sei costretta a piangere, urlare è quindi un’altra forma di adrenalina.”

Cosa fa Elisabetta Pellini prima di entrare sul set? Hai qualche rito scaramantico? “Prima di entrare sul set cerco di essere molto concentrata, sto molto attenta ai minimi particolari. Una delle cose a cui faccio più attenzione è quella di mantenere un buon ambiente infatti cerco di andare d’accordo e avere un buon rapporto con tutti perché se tratti bene le persone con cui collabori, cosa che dovrebbe essere normale ma purtroppo non è sempre così, nel momento in cui tu avrai bisogno, avranno più piacere nel darti una mano. 

L'Attrice e Modella Elisabetta Pellini si racconta a Donna Glamour in un'Intervista Esclusiva
L’Attrice e Modella Elisabetta Pellini si racconta a Donna Glamour in un’Intervista Esclusiva

E’ andata da poco in onda la fiction “Madre Aiutami” con la straordinaria Virna Lisi e Lara Almerico. Com’è stato lavorare con loro? Virna Lisi è la mia icona, è sempre stata una delle mie attrici preferite perché oltre ad essere bellissima è anche molto brava infatti ha sempre lavorato in modo da poter diventare sempre più completa. E’ proprio la sua bravura che la sostiene: è un attrice molto profonda e professionale. Mi sono anche stupita del fatto che, mentre giravamo il film, nonostante lei avesse il marito che non stava bene è riuscita a portare avanti un film da protagonista; un bell’impegno soprattutto per una donna della sua età perchè ci vuole una grandissima forza fisica, psicologica e professionalità. Invece per quanto riguarda Lara Almerico, è una delle mie più care amiche, quasi una sorella per me. Ci siamo ritrovate non solo su questo set ma anche in “Tre Rose di Eva” e “Rosso San Valentino”. L’ho conosciuta qualche anno fa a Roma, e dal nostro incontro è nata un amicizia sincera. Trovarsi a lavorare in un set dove c’è anche una tua amica ti da anche maggiore sicurezza. Non è facile nel nostro ambiente trovare persone così ma io sono molto selettiva, conosco tante persone ma ne frequento poche e quelle poche sono tutte per bene. Ad esempio il mio ufficio stampa è Katya Marletta, lei lavora per me e per tante altre persone però è nata veramente un’amicizia bellissima, siamo andate a New York insieme per le sfilate. Io cerco sempre di circondarmi di persone carine e l’invidia, la rimando al mittente: è un sentimento che mi fa paura. 

La seconda stagione di ”Le Tre Rose di Eva” è stata un successo. Ti rivedremo anche nella terza serie? Si, ho firmato il contratto e la terza serie che credo inizierà verso metà o fine dell’estate e non so ancora nulla perché stanno scrivendo ora i copioni che a noi daranno una o due settimane prima di cominciare le riprese.”

C’è un ruolo che ancora non hai interpretato e che ti piacerebbe fosse tuo? “Mi piacerebbe ampliare le mie doti comiche, anche se l’ho fatto nella la serie tv “Provaci ancora prof 5”, perché in realtà io sono molto comica nella vita e credo di esserlo anche come attrice. Mi piacerebbe avere un ruolo comico in un film al cinema, la gente ha voglia di ridere: in questo periodo sto lavorando per cercare di mettere su una commedia a teatro con un mio amico e collaboratore. Portare le persone a teatro in questo periodo è un’ impresa visti i prezzi dei biglietti e se in più l’opera è una cosa già vista o triste tutto diventa più complicato: secondo me la gente deve venire a teatro per ridere e lasciare da parte per qualche ora i problemi di tutti i giorni. Spero di riuscirci.”

Quali sono i progetti cinematografici per il futuro di Elisabetta Pellini? Ha qualche nuovo ruolo in progetto? “Sto facendo un po’ di teatro, legato alla moda, alle letture e alla tragedia greca. In questo momento sto facendo molte opere di beneficenza. Nei giorni scorsi ho presenziato ad un evento per l’acquisto di un “moc”, macchinario assolutamente necessario per i bambini che hanno la sindrome delle ossa di cristallo e poi il 2 aprile c’è stata una serata molto importante dedicata alla “giornata internazionale dell’autismo” dove ho presentato un documentario che è stato premiato in contemporanea al palazzo di Vetro di New York seguito da un concerto con Tosca e altri famosi cantanti che hanno dato la loro disponibilità per raccogliere fondi. Nei momenti un po’ tristi e di stallo aiutare le persone è importante: gli attori rischiano di essere sempre un po’ egocentrici, in realtà lo sono perché è il loro lavoro che li porta ad esserlo, ma è sbagliato perché bisogna cercare di guardare al di là di se stessi. L’attore deve conoscere tutto e poter interpretare un’altra persona, deve essere un buon osservatore e se rimane ad osservare solo se stesso non va da nessuna parte. Le emozioni che ti danno queste persone, che sono nate meno fortunate di noi, sono una gioia che non ha confini.”

Leggi la seconda parte dell’intervista esclusiva di Donna Glamour a Elisabetta Pellini.