E Tu Come lo Chiami? Amore?

Il significato della parola amore ai tempi del 2000.

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L’amore in una coppia (regolare o meno) è cambiato molto nel corso dei secoli e con una parola sola sono spesso descritte situazioni profondamente diverse.
Nel medioevo era quello delle poesie trobadoriche, un amore quasi platonico (o no?) e fortemente idealistico, nel ‘700 era l’amore erotico e passionale della Parigi di Donatien Francois de Sade, nell’ ‘800 quello romantico, ma anche molto moralista, dell’Inghilterra Vittoriana.

Fino al ’68 del secolo scorso l’amore si è identificato e sovrapposto spesso al concetto di famiglia, ma poi, con  le spinte progressiste del dopoguerra e con la legalizzazione soprattutto culturale del divorzio ci siamo ritrovati una parola unica per descrivere le mille sfumature (non certo soltanto di grigio) dell’ amore nella coppia.

Il “fare l’amore” usato eufemisticamente per indicare l’amplesso dimostra tutta la natura ambigua di questo termine, onnicomprensivo di tutto e a volte portatore persino di niente, o comunque di qualcosa di molto lontano dal suo significato d’origine.

E arriviamo ai nostri ultimi anni: oggi si amano gli amanti, fanno l’amore gli amici, si amano gli scambisti, i gay, ci si ama in tre, quattro, ci si ama tre mesi e poi si cambia tutto come se niente fosse, come le coppie dei rotocalchi.

Sembra tutto davvero profondamente cambiato dal lontanissimo passato in cui per amarsi si cominciava dalle poesie. E forse va meglio così….basta chiamare le cose con il loro nome.

Michele Burgay