Dure accuse a Gomorra, ma i protagonisti della serie non ci credono

Gomorra, la serie, ha ricevuto accuse molto pesanti ma Marco D’Amore e Salvatore Esposito, i volti che l’hanno resa celebre, la difendono dalle critiche.

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Dopo il successo, sono piovute addosso le accuse. La serie tv Gomorra è finita nel mirino della magistratura di Torre Annunziata per le presunte tangenti versate dai dirigenti della casa produttrice Cattleya ad alcuni boss per girare delle scene della fiction nel villone extralusso – ed iper kitsch – raffigurante la casa del capoclan Pietro Savastano.

Accuse fondate su intercettazioni e rilievi ambientali che hanno messo nei guai il produttore esecutivo Matteo De Laurentiis ed altri membri della produzione.

Guai grossi, insomma, molto più delle critiche che avevano preceduto la realizzazione della serie tv, baciata poi da grandi ascolti e dal favore di critica e spettatori tanto da diventare un prodotto d’esportazione.

Di tutto il polverone sollevatosi negli ultimi giorni, però, i due protagonisti di Gomorra, Marco D’Amore e Salvatore Esposito, sembrano non scorgerlo neppure. Interpreti rispettivamente di Ciro ‘l’Immortale’ Di Marzio e di Genny Savastano, i due giovani attori napoletani sono stati ospiti d’onore al Giffoni Film Festival. Intervistati da Repubblica, minimizzano.

“Per formazione culturale dico che tutto quello che si legge sui giornali non mi riguarda”, assicura Marco D’Amore. “Io sono un attore e non inseguo titoloni. Prima devo farmi un’idea dei fatti, che non ci sono. Le intercettazioni non dicono nulla. Si tratta di frasi estrapolate, che non rappresentano nessuna verità. Noi abbiamo fatto tanti sacrifici per completare questo progetto. Cattleya, Sky e gli autori hanno rischiato tanto, sfidando reazioni dell’opinione pubblica e tante problematiche ambientali”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Salvatore Esposito:

“Il nostro set è stato itinerante per nove mesi in tutti i cosiddetti territori difficili, tra Napoli e l’hinterland. È stato commovente vedere l’amicizia e la gentilezza con cui ci ha accolto ogni giorno la gente. Questo però non fa mai notizia, purtroppo. Gomorra è venduto in 62 paesi, è invidiato da tutto il mondo. È un vanto italiano. Stare a discutere di queste presunte polemiche è veramente inutile”.

Già, ma ora su Gomorra pende un’inchiesta della magistratura. Anziché servire da esempio di redenzione, addirittura alcuni realizzatori della serie tv potrebbero aver smarrito la retta via e intrapreso la strada del vizio.

Un piccolo paradosso per una serie nata con l’intento sbandierato di smuovere le coscienze. Dei cattivi, non dei buoni.