Durante le nostre vacanze come dobbiamo comportarci con medicine e sole?

Alcune sostanze contenute in diversi tipi di medicinali possono causare reazioni di fotosensibilizzazione oppure di fototossicità. Impariamo come gestire farmaci e sole.

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Le terapie,  non vanno in vacanza e allora può capitare che al mare ci tocchi prendere qualche medicinale. In questa circostanza è bene allora adottare qualche precauzione in più per evitare spiacevoli inconvenienti per la combinazione medicine e sole.

In alcuni casi, infatti, ci può essere un’interazione tra luce solare e farmaci. Come comportarsi allora?

Il dottor Giorgio Serino, responsabile Pronto soccorso e Medicina interna del Policlinico San Donato IRCCS, spiega:

“I medicinali per uso topico, a qualunque categoria essi appartengano, che si tratti di antimicotici, di cortisonici o di antinfiammatori, non vanno mai usati se ci si espone al sole», spiega Serino. I farmaci, infatti, a differenza dei cosmetici, non vengono testati per la fotosensibilizzazione e possono così determinare reazioni avverse. La pelle si può facilmente arrossare, possono comparire eritemi o addirittura vere e proprie ustioni di primo e secondo grado. Inoltre, possono comparire macchie e chiazze sgradevoli dal punto di vista estetico, causate dall’accumulo di melanina. Si tratta di fenomeni reversibili, certo, che richiedono però tempo e pazienza per rientrare nella normalità”.

Se invece è un farmaco per bocca:

“Se invece il medico ci ha prescritto pillole, sciroppi o pastiglie, la prima cosa da fare è leggere con attenzione il foglietto illustrativo che, per legge, deve mettere in evidenza eventuali reazioni avverse. Se il farmaco è stato prescritto per la prima volta e in prossimità della vacanza, è consigliabile evitare di stare al sole fino alle 24 ore successive alla conclusione della terapia. Se la pelle è già sufficientemente abbronzata è, invece, molto meno probabile che ci possano essere problemi”

Tra tutti i farmaci quali sono quelli più a rischio?

” Sicuramente gli antibiotici in genere e in particolare una categoria di antibiotici, le tetracicline, che possono causare orticaria e prurito. Anche le penicilline e i sulfamidici che si usano assai spesso per curare, per esempio, bronchiti o infiammazioni urinarie, possono provocare eritemi, macchie cutanee e arrossamenti della pelle”.