Dov’è lo zainetto di Loris Stival?

Seconda uscita per la Panarello, dopo l’ammissione di non aver portato Loris Stival a scuola. Sopralluogo a casa e al canalone.

SANTA CROCE CAMERINA – E’ uscita dal carcere Veronica Panarello. Secondo fonti attendibili, la mamma rinviata a giudizio per l’ omicidio del figlio, Loris Stival, è stata fatta uscire dal carcere di Agrigento per accompagnare gli inquirenti durante un sopralluogo al canalone, ove è stata ritrovata la salma del piccolo, e presso la sua abitazione. Si procede alla ricerca dello zainetto di Loris.

Due luoghi importanti, a dir poco cruciali, visto che, secondo l’accusa, il piccolo Stival è morto in casa per asfissia, a causa di fascette da elettricista strette sul collo, ed è stato ritrovato esanime, dal cacciatore Orazio Fidone, nel canalone del vecchio mulino (ove presumibilmente è stato gettato).

Ma dov’è lo zainetto del bambino?

E’ su questa risposta che si concentra il lavoro degli inquirenti, secondo i quali il suo ritrovamento potrebbe anche permettere di prendere possesso delle famose fascette. La convinzione è che l’arma del delitto si trovi proprio in quello zainetto.

Si tratta della seconda uscita dal carcere per Veronica Panarello. La prima, datata 7 agosto, fu un permesso per andare a visitare la tomba del figlio.

A quasi un anno dalla morte di Loris Stival, la Panarello cambia marcia e ammette al sostituto procuratore di non aver portato il figlio a scuola, ma di non averlo ucciso.

L’udienza preliminare è fissata per il 20 novembre, ma l’agenda segna una data altrettanto importante: l’anniversario della morte di Loris, che ricorre nove giorni dopo.

Per l’occasione, il 29 novembre sarà celebrata una messa nella chiesa di Santa Croce Camerina e per onorare la sua memoria sarà organizzato un concerto per volere della preside della scuola che frequentava il piccolo Loris.

Dopo il sopralluogo Veronica tornerà in carcere, come predisposto dalla Corte di Cassazione alla luce dei gravi indizi di colpevolezza a disposizione degli inquirenti. In particolare, “gli spostamenti dell’indagata accertati tramite videoriprese delle telecamere pubbliche e private”; il “mancato arrivo a scuola del bambino mentre l’indagata ha continuato ad affermare di averlo accompagnato a scuola”; e la “localizzazione della Panarello tra le 9.25 e le 9.36 di quella mattina in zona prossima a quella in cui è stato trovato il cadavere”. 

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ultimo aggiornamento: 18-11-2015

Daniela Cursi Masella

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