Dormire nel lettone? Sì, ma con delle regole

Dormire nel lettone è il desiderio di molti bambini e non c’è nulla di male, ma è bene seguire alcune regole di cosleeping

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C’è chi è d’accordo e chi no: dormire nel lettone insieme ai genitori ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma per fare in modo che vada tutto per il meglio, bisogna seguire alcune regole necessarie del cosiddetto cosleeping. Innanzi tutto, fino a un anno di vita è buona abitudine che il neonato dorma nella stessa stanza dei genitori ma non nello stesso letto, è pericoloso per il neonato e stressante per i genitori che non dormono tranquilli per paura di ferirlo. In secondo luogo, non c’è un’età massima per il cosleeping, ma è consigliabile non superare i tre anni di vita del bambino e soprattutto rendere graduale il distacco, che se troppo brusco, potrebbe essere vissuto come un trauma dal bambino.

Dormire insieme nel lettone va benissimo, ma deve essere una cosa positiva e che rende felice tutta la famiglia, altrimenti si creeranno tensioni scomode che non permetteranno il giusto riposo a tutti. E’ preferibile che il bambino non dorma in mezzo ai genitori, ma dal lato della mamma che, secondo gli esperti, pare essere l’unica in grado di sentire la presenza del bambino anche durane il sonno.

Il problema si pone quando ci sono più figli: la giusta regola è quella di decidere alla base o tutti o nessuno, senza eccezioni. Dormire nel lettone è visto come un privilegio dai bambini e vedersi esclusi dal cosleeping, potrebbe essere visto da loro come un torto enorme. Se un genitore fuma o è in sovrappeso oppure prende dei medicinali, dovrebbe evitare di dormire nel lettone con i bambini. Il rischio di rovinare il sonno è molto elevato e pericoloso in tenera età.  Quindi, dormire insieme non è un tabù, ma è bene seguire regole ben precise e non sgarrare.