Dopo quanto tempo rapporti sessuali con clamidia

Rapporti sessuali con clamidia: è possibile averne o meglio aspettare?

chiudi

Caricamento Player...

La clamidia è una malattia a trasmissione sessuale che può infettare l’apparato urinario e genitale, ma a seconda del tipo di batterio può venire trasmessa anche attraverso lo starnuto o contrarla dagli uccelli.

E’ una malattia contagiosa che se viene trasmessa anche agli occhi genera congiuntivite.

Quando si manifesta in maniera asintomatica può essere molto pericolosa, perché se non curata in tempo può causare infertilità. La sintomatologia è simile a quella di altre malattie veneree: irritazione alla vagina, bruciore alla minzione, perdite vaginali, dolori al basso ventre.

Nell’uomo la clamidia comporta perdite dalla sommità del pene e bruciore quando si fa pipì, e anche per il sesso maschile può essere pericolosa, in quanto potrebbe causare sterilità ed irritare la zona retrostante ai testicoli, con conseguente forte dolore.

La diagnosi tempestiva ed un’opportuna terapia antibiotica consentono di curare la clamidia ed eliminarne i sintomi in 7 – 10 giorni, ma bisogna fare attenzione ed accertarsi di essersi del tutto ristabiliti perché la scomparsa dei sintomi non sempre comporta la completa guarigione.

Chi non sa se avere o meno rapporti sessuali con clamidia è bene che si astenga: le malattie a trasmissione sessuale rischiano di peggiorare notevolmente in caso di ulteriori contatti intimi, nonché di continuare a contagiarsi vicendevolmente col partner se non si è completamente liberi da questa fastidiosa infezione.

Quindi, trascorso il periodo di convalescenza, è bene riprendere la normale attività sessuale attendendo a livello precauzionale qualche altro giorno.