Una donna scopre di avere il cancro al seno grazie al suo cane

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Il fiuto dei cani arriva in un attimo laddove c’è bisogno. Ne sa qualcosa una donna londinese scopre proprio grazie al suo cane di avere un cancro al seno.

Il fiuto dei cani arriva laddove non arrivano le persone e a volte arriva prima della medicina. In questi giorni a Londra una signora di nome Allison Powell ha scoperto di avere il cancro al seno proprio grazie al suo cane che le ha salvato la vita permettendo una diagnosi precoce del male. La donna aveva notato, negli ultimi tempi, che il suo quattrozampe si strofinava spesso sul suo seno sinistro. La signora è entrata in sospetto e le analisi hanno confermato un tumore alla mammella allo stadio precoce. La donna è stata immediatamente sottoposta a mastectomia doppia.

Racconta la sua storia con gli occhi pieni di commozione e insiste:

“Era come se il mio labrador mi dicesse che c’era qualcosa che non andava”.

Il cane ha atteso il ritorno a casa della sua amica con pazienza e ha mostrato grande gioia per i progressivi miglioramenti della donna. Ma, ancora adesso che il peggio è passato, si prende cura di lei con attenzione:

“Ogni mattina mi annusa dalla testa ai piedi”.

Il caso incredibile di Allison non è il primo. Negli USA esiste l’attrezzatissimo centro all’avanguardia ìl Pen Vet Working Dog Center specializzato nella ricerca e nell’analisi, in particolare nei confronti di alcune patologie anche gravi come il diabete e il cancro ovarico. Cos’ha di speciale? Si avvale del supporto di validissimi detective: i cani. La struttura impiega energie e risorse per educare e allenare i quadrupedi all’individuazione olfattiva delle malattie, un percorso che ha inizio sin dai primi mesi di vita.

L’animale viene affiancato a un educatore e addestrato perché si concentri sull’obiettivo, senza farsi distrarre da eventi collaterali o da un suo simile. L’obbedienza sin da cuccioli è fondamentale, come l’agilità e il controllo.

L’impiego dei cani nel progetto, in particolare della loro meticolosità olfattiva, potrà permettere in futuro di creare sensori nanotecnologici di grande precisione, strumenti in grado di tracciare in modo rapidissimo la presenza delle cellule cancerogene.

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ultimo aggiornamento: 03-10-2014

Licia De Pasquale

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