La donna corazzata di Alexander McQueen

Alexander McQueen mette la corazza alle donne attraverso l’ultima collezione primavera estate firmata da Sarah Burton, dove convivono grazia e decisione

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Alexander McQueen mette la corazza alle donne. Nella prossima  stagione calda bande di latex sul viso e disegni sfacciatamente dark proteggeranno le esponenti del gentil sesso da ogni attacco esterno. Queste le note salienti della sfilata della celebre casa di moda inglese alla Paris Fashion Week. Una collezione disegnata dalla graziosa Sarah Burton, tanto affabile e sorridente quanto decisa,  tanto rispettosa della  tradizione e dello stile del brand quanto determinata a imprimere la sua impronta indelebile,  la stessa che  – probabilmente – ha salvato la maison dal baratro  dopo la fine del fondatore.

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Proprio dall’anima più pugnace  della  designer nasce questa proposta “corazzata”. La donna di Alexander McQueen sfoggia con disinvoltura stampe ripetute come un’ossessione sulle  linee raffinate degli abiti, oppure ridotte al minimo sindacale. Ama le linee geometriche, i  fiori  in versione tridimensionale, i tratti scuri da amazzone, amplificati dal latex e dai  suggestivi disegni  di stampo gothic.

Ma è una donna che, allo stesso tempo, non disdegna simboli ed icone  più autentici della femminilità. A cominciare dai fiori, appunto, che dominano la scena finanche nell’arredo della  sfilata. Una grande orchidea bianca fa da sfondo alle passeggiate delle modelle ed è un’emblema di purezza e di innocenza,  ma sono delicati e virginali anche i colori, segnati da tratti sfumati e ridotti all’essenziale. La palette di colori non  è affatto ampia  ed è limitata al nero, al bianco, con  modeste comparsate di rosa pallido, grigio metallico e rosso più intenso.

Femminile e combattiva, dunque, la dama di Alexander McQueen, alias Sarah Burton, è pronta ad affrontare le asperità della  vita con le “sue” armi: grazia e dolcezza anzitutto, che non vogliono dire arrendevolezza e remissività. Anzi. È una signora sorridente e determinata, forte e fragile al tempo stesso,  quasi il ritratto della stessa direttrice creativa, che probabilmente per questa collezione ha preso spunto da se stessa. Una signora che non ama troppo  le mezze misure, che ama prendere posizioni definite e che non si arrende di fronte a niente,  pur senza combattere guerre. Una guerriera che come armi utilizza fiori ed a cui la capacità di stendere i nemici non la danno i pugni, ma la sua femminilità.