Disturbi alimentari da dieta “fai da te”: un boomerang che vi farà ingrassare più di prima

Se volete che l’ago della bilancia scenda evitate i digiuni. La dieta non deve provocare disturbi alimentari.

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Dopo il severo regime dietetico del pre-estate, ecco che ritorna l’ansia di rientrare nei pantaloni invernali dopo qualche eccesso di villeggiatura. L’autunno è, infatti, un buon momento per rimettersi a dieta. Il problema è che una persona su tre ricorre a diete “fai da te” e, peggio, a digiuni che poi sfociano in veri e propri disturbi alimentari. La dipendenza da dieta è assai frequente e porta a scegliere regimi estremi che fanno perdere peso nuocendo alla salute e al buon umore. Possiamo definirla una denutrizione ignorante, anche perchè, dopo questo breve periodo in cui si raggiunge la magrezza, appena si toccherà un carboidrato gli ormoni si scateneranno nel cosiddetto effetto “yo-yo”. Risultato: si torna come prima, forse peggio. Il consiglio degli esperti è sempre lo stesso: fidarsi di uno specialista e farsi seguire.

Chi è particolarmente fissato con la dieta, la bilancia, il peso forma, deve anche considerare il proprio stile di vita al di là della tavola. Per esempio, il ritmo sonno-veglia. I disturbi alimentari provengono anche dal nottambulismo. A dirlo è una ricerca americana, condotta presso l’Università di Berkeley, che afferma quanto sia nocivo far sempre tardi la notte, arrivando anche a condizionare la bilancia. Lo studio ha analizzato le abitudini di 3.300 persone, tra giovani e adulti, arrivando a constatare che le poche ore di sonno fanno ingrassare. Più precisamente, ad ogni ora di sonno persa, i ‘nottambuli’ hanno guadagnato (nell’arco di 5 anni) 2,1 punti sull’Indice di massa corporea (Bmi).

Se il fine è quello di sentirsi in forma, non bisogna arrivare ai disturbi alimentari, ma semplicemente curare la qualità del sonno, fare sport o una blanda attività fisica e seguirà una dieta prescritta, non autoprescritta. Questo vale per adulti e giovani, per uomini e donne. Perché la bellezza passa prima per la salute.