Le rivelazioni di Davide, oggi 31enne, il “bimbo zero” dietro l’inchiesta sui “Diavoli della Bassa Modenese” relativa a presunti abusi in famiglia e riti satanici ai danni di minori che furono poi tolti ai genitori.

Minori tolti alle famiglie e ombre pesantissime su presunti abusi sessuali e riti satanici sono le trame dell’inchiesta “Diavoli della Bassa Modenese” che avrebbe visto almeno 16 bimbi coinvolti. Oggi, a quasi 30 anni dai fatti descritti e finiti sotto la lente d’indagine, il “bimbo zero” parla a Repubblica e rivela di aver inventato le accuse da cui scaturì una delle pagine più nere della cronaca italiana.

Diavoli della Bassa Modenese: parla il “bimbo zero” dell’inchiesta

Dai racconti di Davide di tanti anni fa scaturì l’inchiesta che sconvolse la Bassa Modenese, quella sui presunti abusi e riti satanici che avrebbero coinvolto numerosi minori poi strappati alle loro case. Oggi lui ha 31 anni, e da poco ha riabbracciato i fratelli che non vedeva da oltre due decenni, dopo essere stato allontanato dalla famiglia naturale e affidato a un altro nucleo dai servizi sociali. “Una grande emozione, ma mamma e papà non ci sono più“, così, riporta Huffington Post, aveva commentato il ricongiungimento con i suoi cari, finiti a loro volta nel vortice dei sospetti e in carcere.

L’ex “bimbo zero”, dalle cui sconvolgenti rivelazioni, nel 1997, si aprì una delle pagine più buie della cronaca italiana, ora avrebbe svelato a Repubblica di essersi inventato tutto su quanto, sul finire degli anni ’90, portò all’allontanamento di 16 bambini dalle rispettive abitazioni – molti dei quali senza più possibilità di rivedere i genitori – tra Mirandola, Finale Emilia e Massa Finalese. Oltre 20 persone sarebbero finite sotto accusa, sospettate di far parte di una setta chiamata “I diavoli della Bassa Modenese” dipinta come responsabile di reati di pedofilia e violenza nei confronti dei minori. Ma Davide avrebbe raccontato cose mai successe.

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bambino mani alzate
bambino con le mani alzate

Diavoli della Bassa Modenese: il racconto di Davide

Davide avrebbe trovato il coraggio di raccontare la sua verità, per la prima volta, rivelando al quotidiano che le accuse da cui tutto era partito sarebbero state tutte inventate. Parole pesanti come macigni dette allora da un bambino che, a suo dire pressato dai genitori adottivi e dagli psicologi, avrebbe dichiarato “quello che volevano sentirsi dire“.

Né abusi né riti satanici – avrebbe detto a Repubblica l’ex bimbo zero dell’inchiesta – 16 bimbi tolti ai genitori per le mie accuse inventate“. All’età di 7 anni, raccontò di abusi e violenze subiti da suo padre e suo fratello, aprendo a uno spettro più vasto che avrebbe coinvolto altri bambini. Storie che poi si sarebbero rivelate infondate.

L’inchiesta, riporta Huffington Post, si concluse con pesanti condanne per alcuni degli imputati, alcuni dei quali poi assolti, altri finiti per molti anni in carcere. Il caso è stato oggetto dell’inchiesta giornalistica di Paolo Trincia con il podcast “Veleno“, pubblicato nel 2017 da Repubblica.

Diavoli della Bassa Modenese: 16 bimbi tolti alle famiglie

Davide è nato in una famiglia con gravi problemi economici, ed era stato affidato dai servizi sociali a un’altra di quella zona. Spesso, come previsto dalla legge, tornava a casa e racconta a Repubblica: “Un giorno vidi la mia mamma naturale molto triste e quando tornai nella casa della mia famiglia affidataria ero cupo anche io. La donna che poi divenne la mia madre adottiva si convinse che venivo maltrattato dai miei genitori naturali. E così iniziarono i colloqui con i servizi sociali. Mi tenevano anche 8 ore”.

La sua verità, dopo tanti anni, continua così: “La psicologa e gli assistenti sociali mi martellavano fino a quando non dicevo quello che volevano sentirsi dire. Io avevo anche paura che, se non li avessi accontentati, sarei stato abbandonato dalla mia nuova famiglia, e così inventai. Inventai tutto. Abusi e cimiteri, violenze e riti satanici”.


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