Dallas Buyers Club agli Oscar grazie alla Determinazione

Il 30 gennaio uscirà al cinema Dallas Buyers Club, dopo 20 anni di porte in faccia e 137 rifiuti approda agli Oscar grazie alle determinazione di Craig Borten e Matthew McConaughey.

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Dallas Buyers Club, l’atteso film del canadese Jean-Marc Vallée, già regista di C.R.A.Z.Y. e The Young Victoria, si è già aggiudicato 1 Golden Globe, ha vinto al Festival di Roma il premio come Migliore Interpretazione per Matthew McConaughey ed è candidato a 6 nomination agli Oscar 2014.

Ma prima di approdare al cinema questo capolavoro più che mai coinvolgente ha dovuto affrontare molte battute d’arresto poiché l’idea nacque dallo sceneggiatore Craig Borten che dopo aver appreso la storia del Dallas Buyers Club da un amico ne era rimasto affascinato ma l’idea non bastava a convincere i finanziatori e dopo 20 anni di ricerche, riscritture, conferme e smentite i soldi sono realmente arrivati quando era già tutto pronto per iniziare le riprese.

L’idea sebbene fosse ottima, 20 anni fa destava molti dubbi poiché si tratta di una storia vera e realmente accaduta, Dallas Buyers Club è un film drammatico sulla vita di un singolo uomo, Ron Woodroof (McConaughey), un elettricista texano amante dei rodei e delle donne, che nel 1985 scopre di aver contratto l’HIV e inizia a lottare per i diritti alla cure alternative.

Dopo tante lettere rimaste senza risposta, Borten 20 anni fa telefonò al vero Ron Woodroof che si rese disponibile a incontrarlo un mese prima della sua morte, Borten riportò a casa oltre 20 ore di interviste su un registratore vocale.

Per realizzare Dallas Buyers Club l’unico a combattere però non è stato Borten ma anche Matthew McConaughey che per interpretare al meglio un texano combattente come Ron è dovuto cambiare fisicamente perdendo circa 23 chili con una dieta davvero distruttiva e vivendo per 4 mesi come un eremita, ma soprattutto mentalmente poiché ha dovuto interpretare un personaggio con molta rabbia dentro e che trovava la forza di lottare e studiare nonostante la malattia.

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Questo è un film ambientato a metà anni Ottanta, anni in cui Rock Hudson moriva di AIDS, spingendo l’opinione pubblica ad avere una maggiore consapevolezza della patologia, considerata comunque ancora da molti la malattia dei gay.

Ron è un macho texano e irascibile, un donnaiolo omofobo che ha meschine parole per il mondo omosessuale, così come i suoi compagni di bevute teme che aver un gay vicino intacchi la sua virilità. Ma quando è lui a essere colpito dall’ AIDS il mondo cambia.

Il dottor Sevard (Denis O’Hare) e la dottoressa Eve Saks (Jennifer Garner) danno a Ron 30 giorni di vita, ma lui non ci sta. “Non c’è niente al mondo che possa far fuori il sottoscritto in 30 giorni”, grida McConaughey/Ron.

Nel 1985 l’AZT (azidotimidina) era l’unico farmaco antivirale a dare speranze nel trattamento dell’HIV e dell’AIDS, ma non era disponibile su larga scala, era usato solo con i pazienti che partecipavano alle sperimentazioni cliniche. Ecco così che Ron studia, s’informa e cerca nuovi farmaci.

Ostacolato dal sistema sanitario del suo stesso Paese, si dà al mercato nero, scoprendo un deposito di medicinali alternativi in Messico, presso la clinica per malati di AIDS del dottor Vass (Griffin Dune), un medico espatriato. Qui Ron trova salute e speranza rinnovate, ma anche un’opportunità di fare soldi con il contrabbando di farmaci negli States, perché sa in prima persona quanto i pazienti di AIDS abbiano bisogno di cure alternative.

Ron malato di AIDS ma combattivo cambia e capisce cosa significhi essere emarginato. Si trova a contatto con compagni di malattia gay e transessuali, impara ad apprezzarli e ad abbracciarli. E incredibilmente si ritrova in prima linea contro la pandemia dell’AIDS.

Dallas Buyers Club: Jared Leto e Matthew McConaughey
Dallas Buyers Club: Jared Leto e Matthew McConaughey

Infatti, ecco che insieme a Rayon (Jared Leto), un transessuale sieropositivo, crea un “Buyers Club”: medicinali distribuiti “gratuitamente” a coloro che s’iscrivono pagando quote mensili. L’attività attira però ben presto l’attenzione del funzionario della FDA (Food and Drug Administration) Barkley (Michael O’Neill).

Dopo la diagnosi Ron è vissuto per altri sette anni, durante i quali si è trasformato in un’enciclopedia vivente di trattamenti antivirali, sperimentazioni farmacologiche, brevetti, sentenze giuridiche e norme della FDA. Lottava per il diritto di accesso a farmaci e trattamenti alternativi. Portò la FDA di fronte alla Corte Federale di San Francisco, accusandola di aver violato il nono emendamento della costituzione, sul diritto alla sanità mentale.

Dallas Buyers Club è stata fin dall’inizio una sfida impossibile che oggi però ha portato per gli interpreti e per lo sceneggiatore ben 6 candidature agli Oscar, questo è un chiaro esempio di come molto spesso nella vita la determinazione sia tutto.