Crioterapia: come curarsi con il Freddo

Molto usata tra gli sportivi la Crioterapia usa temperature molto basse per favorire guarigioni veloci e non invasive.

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La crioterapia è una cura usata prevalentemente per ferite cutanee e in generale nell’estetica, favorendo rapide guarigioni. Per quaesto motivo è molto usata da professionisti dello sport che hanno bisogno di tempi rapidi di recupero per ritornare velocemente in attività.

Il principio si basa sull’applicazione di azoto allo stato liquido, alla temperatura di -190°, tramite tampone o apposito spray. In questo modo, abbassando la temperatura della lesione cutanea oltre la soglia del congelamento, si produce la distruzione  delle lesioni, e si risparmiano le cellule sane. La guarigione è totale, non aggressiva e anche valida dal punto di vista estetico.

Oltre all’uso di tamponi esistono delle “stanze del freddo” nelle quali, dopo adeguati controlli medici, gli interessati entrano in costume da bagno e con protezioni per orecchie, mani, piedi e vie respiratorie. Il primo passaggio avviene in una stanza a -15°, per abituare l’organismo al freddo intenso, passando quindi nella seconda stanza a -60° e finendo nella terza e ultima stanza a -110°.

Tra gli effetti benefici si evidenziano: il rilassamenti dei muscoli, in quanto il ghiaccio è utilizzato per scioglierli; la costrizione dei vasi ematici superficiali fino a 15°, mentre sotto questo limite si instaura una vasodilatazione, che fa da protezione all’organismo, una difesa che il sistema mette in atto per evitare il blocco della circolazione sanguigna.

Inoltre, l’applicazione del freddo permette al metabolismo tissutale di subire un rallentamento, in quanto le reazioni metabolico-biochimiche sono indebolite.

La scelta della tipologia di congelamento è fondamentale, dal momento che il raffreddamento lento potrebbe comportare effetti collaterali di maggior entità rispetto a quello rapido. Quest’ultimo comporta un raffreddamento del liquido intracellulare, che  altera le proteine, gli enzimi e gli scambi trans-membranali. Con la crioterapia, la temperatura scende di 50° sotto lo zero al minuto, creando cristalli di ghiaccio tra le cellule.

Il congelamento lento, invece, non dà esiti precisi, perché nella maggior parte dei casi non è possibile controllare gli effetti che ne conseguono.

In generale si può affermare che la crioterapia estetica generale sia una tecnica molto delicata, che si utilizza insieme con l’anestesia totale del paziente in particolari interventi di cardio-chirurgia, in cui la temperatura del soggetto malato scende al di sotto dei 30°. Al contrario, la crioterapia estetica localizzata è molto più semplice ed è utilizzata applicando direttamente il ghiaccio nella parte lesa per diminuire l’infiammazione ed attenuare il dolore.