Cresce la paura per la sorte delle due ragazze rapite in Siria

Sequestrate da criminali per essere vendute a gruppi più organizzati. Erano entrate in Siria dieci giorni fa per portare avanti un progetto di solidarietà.

chiudi

Caricamento Player...

Il timore forte di chi sta cercando di aprire canali per negoziare il rilascio di Vanessa Marzullo, 21 anni di Brembate, e Greta Ramelli, 20 anni di Gavirate è che siano state portate via da una banda di criminali comuni che potrebbero poi cederle a un gruppo più organizzato. Parliamo delle due cooperanti rapite in Siria nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto. Le due ragazze sono state caricate su un furgone da una decina di uomini armati che hanno fatto irruzione verso le 4 del mattino nell’appartamento situato vicino a Idlib, nella zona di Aleppo, dove erano arrivate con due guide appena tre giorni prima.

Fino ad oggi dalla Siria non sono arrivate alcuna richiesta nè rivendicazione da parte di presunti rapitori. E questo aumenta il rischio che la trattativa sia lunga, soprattutto che sia difficile trovare gli intermediari giusti. Non a caso la notizia del rapimento, arrivata sabato scorso e rilanciata su Twitter due sere fa, era stata tenuta riservata per evitare di far alzare il prezzo del riscatto anche con rivendicazioni di tipo «politico». Ieri pomeriggio le indiscrezioni dalla Siria sono però rimbalzate in maniera sempre più frenetica e alla fine la Farnesina ha deciso di confermare «la irreperibilità delle due connazionali».

In quella zona della Siria ci sono parecchie cellule di rivoltosi armati che lottano contro il regime e sono affiliati ad Al Qaeda.
Vanessa Marzullo e Greta Ramelli erano entrate in Siria attraverso la Turchia circa dieci giorni fa per portare avanti il progetto Horryaty, iniziativa di solidarietà con la popolazione siriana che hanno fondato con Roberto Andervill. L’obiettivo è distribuire kit di pronto soccorso e pacchi alimentari nell’area di confine della Siria, ma anche istruire i giovani a praticare interventi di pronto soccorso in caso di lievi ferite o comunque insegnare nozioni infermieristiche.

Il progetto delle due ragazze in Siria non ha alcun sostegno da parte dell’Italia: si tratta di un’iniziativa indipendente e anche questo sarà evidenziato nel momento in cui si comincerà a trattare per il rilascio. Ufficialmente il nostro Paese non ha alcuna presenza di intelligence nella zona e dunque sono già stati aperti canali di comunicazione con la Turchia – che già in passato aveva collaborato con l’Italia per ottenere il rilascio dei giornalisti della Rai – e con la Coalizione nazionale della Siria.

Emanuela Bertolone.