Le confessioni di Rocco Siffredi: “Sono stato io a scoprire mia mamma”

Rocco Siffredi racconta di come è stato lui a capire che la madre sapesse della sua “professione”, svelando particolari intimi riguardo la sua famiglia.

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Per essere un attore porno, certo, devi avere il physique du role. Rocco Siffredi ce l’ha senza ombre di dubbio, ma ha anche un’altra dote: la simpatia. Il suo voto di castità per spingere l’Italia al successo mondiale non è andato a buon fine, ma il popolare attore abruzzese – ormai – anche grazie alle presenze sempre più frequenti in tv si è ormai ‘sdoganato’, tanto che ormai è un personaggio dello spettacolo a tutti gli effetti, non solo di quelli a luci rosse.

“Ho scoperto la sessualità presto”, rivela in un’intervista a Repubblica. “A dieci anni già mi masturbavo. Un giorno apro gli occhi e vedo mamma che mi guarda. Sono rimasto chiuso in bagno per altre due ore, non avevo il coraggio di uscire. È stata lei a chiamarmi: ‘Hai finito? La pasta si fredda’. A casa mia, tra l’altro, non ho mai detto che mestiere facessi. Ho capito che lo sapevano scoprendo nel comodino di mia madre una rivista dove c’ero io. Sono stato io a scoprire lei”.

Rocco Siffredi, inoltre, rivela di aver ereditato dal padre la…propensione per questo tipo di lavoro:

“Mio padre faceva il cantoniere, puliva strade. L’ispettore non lo trovava mai sul lavoro. Papà entrava nelle case quando i mariti erano fuori: ‘Scusi signora, ha un bicchiere d’acqua’. Dopo la morte di mia madre, poteva fare quel che voleva. Ma tanto aveva desiderato rimanere solo, che non ha combinato niente. Mi diceva orgoglioso che faceva tutto quello che facevo io nei film”.