Commercialista e meccanico smentiscono Massimo Bossetti

“Sono stato a Brembate di Sopra perché dovevo andare dal meccanico, poi dal commercialista”. Questa la dichiarazione di Massimo Bossetti. Ma i testimoni chiamati nel processo non rammentano l’incontro.

Nessun alibi per Massimo Bossetti, secondo i testimoni.

Lo scorso 27 novembre, a circa cinque anni dalla morte di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti, dietro alla sbarra come unico imputato, ha assistito alla testimonianza di operai e commercianti, che non hanno contribuito a chiarire cosa ci facesse il carpentiere di Mapello a Brembate di Sopra, ripreso  dalle telecamere a girare di continuo intorno alla palestra della piccola Yara Gambirasio, proprio nel giorno della scomparsa della tredicenne.

Per Bossetti l’accusa verte sull’omicidio e sull’occultamento di cadavere.

«Sono stato a Brembate di Sopra perché dovevo andare dal meccanico, poi dal commercialista, infine sono stato in diverse edicole per cercare le figurine che mi avevano chiesto i miei figli». Queste le parole di Massimo Bossetti.

Dati alla mano: la commercialista ha dichiarato di «non ricordare», aggiungendo che non era quello il periodo in cui doveva incontrare Bossetti; il meccanico, ugualmente, non ricorda di aver incontrato l’imputato, sottolineando che  l’ultima fattura, rilasciata per una riparazione, risale a un mese prima.

L’unica traccia accertata è quella a Villa d’Adda ed è confermata con la ricevuta del pagamento di materiale edile, acquistato alle 14 e 40.

Tre edicolanti e un tabaccaio di Brembate non ricordano che Bossetti sia andato, quel giorno, a comprare le figurine per i figli.

Forti momenti di tensione in aula, tra Accusa e Difesa, non appena il pubblico ministero ha dichiarato che avrebbe ascoltato quattro commesse di centri estetici di Brembate e Curno. I legali di Massimo Bossetti si sono opposti perché non «avvisati», ma il giudice Antonella Bertoja ha tagliato corto: «Il pm può sentire chi vuole».

Le commesse di centri estetici hanno confermato che il Bossetti si recava presso i loro centri estetici per fare la lampada due o tre volte alla settimana.

Prossima udienza fissata per l’11 dicembre. Il dna sarà al centro del processo.

ultimo aggiornamento: 30-11-2015

Daniela Cursi Masella

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