Conclusa con un successo la commedia teatrale “Tres” di Amanda Sandrelli

Solitudine, infedeltà, prostituzione e maternità raccontata da tre donne mature che decidono di avere un figlio dallo stesso uomo. E’ “Tres” con Amanda Sandrelli, Anna Galiena e Marina Massironi

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Si è conclusa la rappresentazione teatrale “Tres”, l’opera che ha trattato di solitudine, infedeltà, prostituzione e maternità con Amanda Sandrelli, Anna Galiena e Marina Massironi, tre donne che decidono di avere un figlio dallo stesso uomo, Sergio Muniz.

Se in Spagna la rappresentazione “Tres” è stata premiata da un grande successo per la brillantezza del testo, da noi l’interesse è aumentato perché il diverso contesto socio-culturale ha reso la storia più stimolante per smuovere pregiudizi e conformismi. Tre vite, tre solitudini, ognuna con le proprie peculiarità: la presentatrice televisiva, di grande successo ma non così soddisfatta di ciò che fa (Anna Galiena); l’avvocatessa separata dopo essere stata tradita dal marito, molto ironica e apparentemente cinica (Marina Massironi).

“E ci sono io – ha detto la Sandrelli -, la più sfigata di tutte: impiegata statale, vedova, un po’ tonta, l’anello debole della catena”.

Dopo una notte di sbronze e confessioni, decidono di avere tutte e tre un figlio dallo stesso uomo.

”In “Tres” lui sembra servire solo per soddisfare un desiderio di maternità delle tre protagoniste -dice ancora la Sandrelli-.
 Non cerchiamo un figlio senza padre, ma un figlio per noi, perché siamo senza partner. Non è uno spettacolo femminista. A volte ci hanno persino criticato perché le donne vengono fuori, in maniera ironica, anche nella loro ricerca di un uomo. Cosa manca a Marisa, Carlotta e Angela?
Una famiglia. Che è molto di più di un uomo o dell’avere un figlio. E quando diciamo famiglia non la intendiamo per forza nella forma tradizionale, ma come una rete di persone che si vogliono bene e si rispettano, che pensano al bene degli altri e non solo al proprio”.

In questo senso i protagonisti di “Tres” sono una famiglia.

”Tre donne e un uomo per molti potrebbero rappresentare un concetto di famiglia a dir poco inusuale.
Per quanto mi riguarda è un concetto abbastanza ovvio, perché vivo in una famiglia allargata da sempre, ma capisco che non sia così per tutti. Proprio per questo penso che “Tres” oltre che divertente possa essere utile” conclude Amanda Sandrelli.