Come è più giusto comportarsi con i tatuaggi al sole?

Negli ultimi anni è aumentato il numero delle persone tatuate. Bisogna fare attenzione in certe occasioni ad esempio con i tatuaggi al sole.

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Oggi ormai si può parlare di una vera e propria tattoo mania. Tatuaggi di tutti i colori e le forme, e soprattutto per tutte le età, con picchi maggiori sui giovanissimi, i tatuaggi riempiono la pelle circa 7 milioni di italiani, ma una cattiva cura potrebbe portare danni irreversibili come ad esempio i tatuaggi al sole.

Queste opere d’arte, infatti, non sono di certo esenti da rischi sul nostro corpo, come allergie, bruciori, eczemi, fino a tumori cutanei. I rischi aumentano ancora di più, se esponiamo ai raggi Uv la pelle decorata.

Dagli studi dell’unità operativa di Dermatologia dell’istituto Clinico Humanitas di Rozzano, a Milano si apprende che i tatuaggi al sole preoccupano a causa di alcuni pigmenti tossici con proprietà fotosensibilizzanti.

Solo una parte della quantità di colorante iniettato, infatti, si fissa nei macrofagi, cellule del derma, formando così il disegno indelebile, il resto, al contrario, sarebbe riassorbito dalla circolazione linfatica, rimanendo così imprigionato per sempre nel nostro organismo.

Ecco perché i dermatologi consigliano di tenere coperta con fascette o bende la parte di pelle interessata, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quelle che oscillano dalle 11 alle 16.

Eppure, il vero pericolo sono i tumori cutanei che si presentano pigmentati, dal colore nero o marrone, facilmente confondibile con il colore del tatuaggio. Non a caso gli esperti la chiamano “azione mascherante”, insomma, un vero e proprio nemico.

Allarmi a parte, è bene svolgere un’accurata visita dermatologica, così da fugare ogni ansia e non far sì che quel ricordo impresso nella pelle si trasformi in un incubo indelebile.