Claudia Koll si pente: fare il film con Tinto Brass fu un errore

Claudia Koll, che da tempo ha cambiato il suo stile di vita, dichiara di essersi pentita del film girato con Tinto Brass, “Così fan tutte”

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Claudia Koll, ex sex symbol, ora conduce un vita all’insegna della religione e si dedica per lo più al prossimo. Una svolta che nessuno si sarebbe aspettato dalla protagonista di “Così fan tutte” di Tinto Brass, film tutt’altro che casto e puro.

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Claudia Koll ha raccontato la sua vita e i suoi cambiamenti in una lunga intervista a “Il Giornale” dove dichiara che il film con Tinto Brass fu un errore e non la aiutò nemmeno per la sua carriera.

“È chiaro che, se potessi, certi errori non vorrei averli commessi. Qualche giornale di recente ha scritto che non mi sono pentita, ma non può essere: certamente lo sono, altrimenti non avrei mai cambiato vita. Non ci sarebbe stata conversione. Il film di Brass non mi ha aiutata: sono rimasta due anni senza lavorare. A un certo punto ero arrivata perfino a pensare di iscrivermi di nuovo a Medicina. Mi aveva ostacolato la carriera. Io sognavo il cinema vero, di Bergman… Feci un grosso errore di valutazione: pensai che mi avrebbe fatta conoscere e invece lo impedì, perché tutti si fermarono al mio corpo, e le uniche chance di lavoro erano dello stesso genere. Così mi fermai per due anni, fino a che Baudo mi chiamò al Festival di Sanremo, che mi ha permesso di uscire dall’isolamento”.

La vita di Claudia Koll, dopo la conversione, è cambiata in modo radicale, anche se le immagini di quel film continuano a essere pane per il gossip.

“A volte pubblicano immagini di quell’epoca, e mi dispiace. Oppure vogliono fare credere che la mia vita di oggi sia triste, ma non è così, anzi: è una vita più piena, più intensa. Poi è vero anche che, quando Dio ti perdona, ti riconcilia in qualche modo col tuo passato, ti dice: non rimanere ferma, cammina, guarda avanti”.

Claudia Koll non è intenzionata a prendere i voti, ma nella sua vita non c’è posto per un uomo.

“Ho una vita così piena, dedicata agli altri, che non sarebbe giusto fermarla: quella che ho cominciato è una missione e avere un compagno vicino significherebbe dedicargli del tempo ulteriore. E non sono in grado”.