Cinque ”Euro” di Sfumature di Grigio.

Donne sull’orlo di un disturbo bipolare.

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Nel 2011 un libro dal titolo “Cinquanta sfumature di grigio” (seguito poi da altri due che sono andati a comporre una trilogia) ha riscosso un tale successo mondiale da essere venduto in 70 milioni di copie in poco tempo.
Scritto da una donna, letto dalle donne, una grande occasione insomma di un reciproco outing della trasgressione femminile (e maschile).

Eppure qualcosa non ha funzionato (a parte l’enorme incasso per la scrittrice e l’editore): il gradimento di molte lettrici non è certo stato proporzionale alle vendite.

Molte donne che l’hanno letto non sono rimaste cosi’ soddisfatte, lo hanno trovato banale, dozzinale, tutt’altro che “sfumato”. Ma non hanno chiarito cosa veramente cercavano in questa lettura.

Alla domanda: perchè lo hai acquistato la risposta è spesso un generico “per curiosità”, una risposta omertosa e reticente, forse per non ammettere che questa “curiosità” celava la ricerca di emozioni (letterarie) di sesso estremo, difficili da dichiarare a parenti ed amici.
Ma se cosi’ era il libro fallisce il suo scopo perchè il sadomasochismo del signor Grey rimane un qualcosa di politically-correct che nel 2013 non scandalizza certamente più di tanto.

Altre donne rispondono invece che erano incuriosite dalla storia d’amore,ma anche in questo caso il libro lascia un po’ perplessi, perchè la storia, a partire dal linguaggio della scrittrice, risulta annacquata e spesso poco credibile per ingenuità.

Con le lettrici sospese su una bipolare, omertosa ed irrisolta ricerca del principe (grigio in questo caso), le cinquanta sfumature di grigio sono intanto diventate più soltanto cinque, nel senso degli euro a cui a distanza di soltanto due anni vengono venduti nei supermercati.

Ma non è detto che il successo della vicenda sia finito qui, sta arrivando il film, e la curiosità è ancora femmina…!

Michele Burgay