Il Cinema Asiatico sa farsi amare ed apprezzare anche in Occidente

Il Cinema Asiatico: o si ama o si odia o almeno così dicono. Necessita di essere più approfondito per essere apprezzato ed esistono registi orientali che sanno creare la giusta fusione con l’Occidente.

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Innanzitutto dire Cinema Asiatico è qualcosa di molto vago, in quanto con questo termine si intendono una quantità vastissima di Paesi, ma comunemente si fa riferimento alla cinematografia di Cina, Giappone e Corea.

Non è molto diffuso anzi è un genere poco comune che va esattamente oltre al nostro concetto di tempo, di ritmo, di amore, di dolore e vendetta. Insomma oltre la nostra cultura e a tutto quello che abbiamo sempre creduto fosse la nostra normalità.

Alcuni registi sanno farsi conoscere e farsi apprezzare per i loro capolavori, nonostante non sia un genere così diffuso.

Il primo è Wong Kar-Wai, il regista orientale più improntato sull’Occidente ed ha un profilo sperimentale e innovatore del linguaggio cinematografico.

Le sue pellicole mantengono il taglio classico della cultura orientale soprattutto nelle tematiche delle storie: i sentimenti vengono descritti e messi in scena in modo pudico, viene lasciato spazio allo stupore ma mai al compiacimento. Quello che lo rende un regista distante dalla terra da cui proviene è invece la forma che dà alle sue storie poichè il suo cinema è esteticamente e concettualmente più vicino al gusto statunitense rispetto a quello della maggior parte dei suoi connazionali.

Il suo cinema è fresco e colorato, molto più spontaneo e rivitalizzante nel mettere a fuoco problemi che ormai sono diventati propri del mondo e non di una cultura in particolare, caratteristiche che si trovano nel film 2046. La dimensione estetica nel suo cinema assoggetta l’intero processo creativo rischiando talvolta di raggelare la tensione emotiva che è sempre elevata.

Il secondo regista è Hou Hsiao-Hsien di origine taiwanese, considerato come il capofila della «Nouvelle Vague» di Taiwan. Alla fine degli anni ottanta ha raggiunto successo e popolarità partecipando ai più importanti festival cinematografici del mondo e aggiudicandosi prestigiosi riconoscimenti.

Hou Hsiao-hsien è un grande maestro del cinema orientale che sa di realizzare film destinati a un pubblico ristretto, infatti con la sua tecnica fa si’ che ogni suo film si avvicini sempre più a un’opera d’arte più visiva che narrativa.

Con Three Times ad esempio si è mosso su un film dolente sulla im-possibilità dell’amore indipendentemente dalle epoche, con una riflessione sul potere di condizionamento, anche in questo campo apparentemente cosi’ privato, delle convenzioni sociali. La conclusione sembra essere che la libertà dei costumi non è neanch’essa la soluzione di tutti i problemi. Con Millenium Mambo conferma ancora una volta il rigore del suo cinema e la passione raggelante con cui guarda alle nuove generazioni. Questo film in cui apparentemente non accade nulla per due ore è la sintesi di uno sguardo morale sul mondo di una gioventù globalizzata apparentemente destinata al nulla profondo.

Questi tre magnifici Film a breve saranno visibili gratuitamente su PopCornTv.

Guarda cosa accadde oggi.

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