Chiedere lo sconto è un arte, ma anche metodo. Ecco i consigli per uno shopping strategico

Spesso non chiediamo lo sconto. Motivazioni: timidezza, vergogna e assenza di strategia. Eppure ci piacerebbe chiederlo! Ma come?

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Non esiste shopping, senza sconto. Ma, se per il primo basta il portafoglio, per il secondo serve una strategia.

E’ questione di allenamento: seguendo queste semplici fasi, acquisteremo maggior sicurezza e, chissà, magari ci metteremo anche del nostro, personalizzando il metodo.

Prima fase: valutazione ambientale. Quello che conta, prima di tutto, è valutare le circostanze, ovvero l’atmosfera del negozio in cui entriamo e il personale che ci lavora, per modulare il nostro approccio. Se riusciamo a identificare il proprietario, siamo “a cavallo”.

Occorre tenere sempre a mente che lo sconto che chiederemo potrà essere al massimo del 20 per cento.

Seconda fase: l’approccio. Mentre osserviamo la merce, sarà opportuno apprezzare il negozio in generale, ad alta voce e con un sorriso, guardando negli occhi il proprietario o il commesso.

Frasi del tipo “mi piace questo negozio, lo devo consigliare a un’amica che cercava proprio questo genere di cose”, contribuiranno a connettere un feeling.

Terza fase: dritti al prezzo. Dimostriamo in modo dignitoso di apprezzare un oggetto chiedendo informazioni al commesso. Se il prezzo non è sull’etichetta o esposto in vetrina, dovremo chiederlo prima di provarlo o visionarlo. La reazione deve essere di pura riflessione, al massimo accompagnata da “ho capito..”. Può darsi che l’offerta di uno sconto sia alle porte, soprattutto se è andata a gonfie vele la prima fase, e il proprietario o il commesso ci ha prese in simpatia.

Quarta fase: interazione. Se si tratta di un vestito o di un paio di scarpe, rendiamo partecipe il venditore, chiedendo pareri vari, mentre indossiamo il capo d’abbigliamento. Mentre lo facciamo, però, mostriamo di tanto in tanto una certa riflessione. Se si tratta di un oggetto, lo valuteremo con rispetto cercando anche di sopravvalutarlo nella qualità rispetto a uno analogo, visto qualche tempo fa in un altro negozio. Se il proprietario ci chiede “quale negozio’”, risponderemo con un sorriso “ho appena detto che questo è più bello, non è corretto che parli male di un concorrente, tanto avete già vinto voi”.

Quinta fase: alzare la posta in gioco. Dobbiamo far capire che torneremo, quindi lasceremo per un attimo l’oggetto del nostro sconto per rivolgere l’attenzione su un altro capo, o oggetto in vendita. Lo apprezzeremo e chiederemo il prezzo, magari lasciandoci andare a un commento del tipo “può essere il regalo giusto per mia madre” (o per un’amica, in relazione al negozio in cui ci troviamo). Potremmo anche aggiungere altre aspettative, provando altri capi o dimostrando interesse per qualcosa che serve a noi. Se è il caso, potremo anche spingerci a scattare una foto a un altro oggetto, per inviarlo in tempo reale a un’amica, con la motivazione “cercava qualcosa del genere”. A questo punto, saremo etichettate come potenziali clienti abituali, o procacciatrici di clienti.

Sesta fase: lo sconto. E’ arrivato il momento in cui le donne si fanno toste. Le nostre armi in pugno, se tutto è andato come doveva andare, saranno la simpatia del proprietario e la forza duratura del nostro portafoglio. A questo punto entra in gioco la prima fase, ovvero la valutazione di chi abbiamo davanti. Se si tratta di una persona sportiva, potremo fare gli occhi dolci e azzardare “voglio tutto qui, ma compro una cosa alla volta. Mi fai lo sconto?”. Se il rapporto con il proprietario o con il commesso si è addirittura palesato in un gioco, potremo azzardare una battuta ironica “mio marito mi ucciderà appena scoprirà che ho speso così tanto, a meno che tu non voglia farmi lo sconto e levarti dalla coscienza un altro caso di femminicidio. Mica vorrai vedermi in foto a Quarto Grado!”.

Se l’atmosfera è, invece, rimasta formale, la questione per noi sarà più complicata, ma non meno risolvibile. La domanda sarà sempre la stessa, ma con le parole dovute:

“Riesce a farmi un pò di sconto?”.

Con dolcezza e un tono pacato, guardando dritto negli occhi.

E’ come un gioco d’azzardo. Qualche volta si vince, qualche volta si perde, ma vale la pena provarci!