Chi è Veronica Panarello

Cronaca di un tragico delitto


Risale al primo dicembre 2014 il ritrovamento del corpo di Loris, il bambino di 8 anni strangolato e gettato in un canale di Santa Croce Camerina, Ragusa. A poco più di due anni dal triste avvenimento, la condanna definitiva nei confronti della madre: 30 anni di galera per il figlicidio a sangue freddo. Ma chi è Veronica Panarello? Quali sono state le ragioni che l’hanno spinta a compiere questo terribile atto? Dopo un teatrino mediatico finalmente giunto al termine, è ora di scoprirlo una volta per tutte.

L’infanzia di Veronica Panarello

Veronica è nata a Caltagirone l’1 novembre 1988. Una mamma giovane, quindi, sposata con il camionista 29enne Davide Stival. Loris Andrea aveva 8 anni, mentre il figlio minore Diego ne ha 4. Veronica ha trascorso l’infanzia in Liguria, in provincia di Savona, dove la famiglia si era trasferita per cercare fortuna. Le maestre e i conoscenti di allora l’hanno descritta come una brava bambina, solo un po’ vivace. A volte aggrediva le compagne, ma per il resto tutto era normale: giocava per strada con gli altri bambini e accompagnava il fratello all’oratorio. Veronica torna in Sicilia a 12 anni, e quando ne ha 14 arriva lo shock: la madre le rivela che è nata da una relazione occasionale. Veronica rintraccia il padre biologico e resta così traumatizzata da tentare il suicidio bevendo candeggina, e poi provando a impiccarsi.

Chi è Veronica Panarello come madre

La rottura del rapporto con la madre è sicuramente importante per capire chi è Veronica Panarello. La donna infatti, dopo il trasferimento a Santa Croce Camerina, se ne va di casa e si rifiuta di vedere la madre. Nè Loris nè Diego hanno mai conosciuto la nonna. Sono tanti inoltre i collegamenti tra i suoi tentati suicidi e l’omicidio di Loris. Secondo la madre, Veronica avrebbe bevuto candeggina perchè aveva litigato con i compagni di scuola. Loris è stato ucciso, pare, perchè faceva i capricci e non voleva andarci. In secondo luogo, è stato strangolato con una fascetta di nylon, il che ricorda il tentativo di impiccarsi di Veronica. La donna inoltre ha sempre sofferto di manie di persecuzione, denunciando infermieri di stupro o affermando di avere una relazione con il padre del marito. E così, i pantaloni abbassati di Loris e l’assenza di slip fanno pensare a un depistaggio, proprio per incastrare il suocero presunto pedofilo.

L’omicidio di Loris Stival

Veronica è stata arrestata quasi subito per l’uccisione del figlio, ma da sempre ha dato varie versioni. Inizialmente aveva detto di averlo accompagnato a scuola, per poi non trovarlo più all’uscita. Ma le telecamere fuori dall’istituto l’hanno smentita. Poi ha detto che Loris è morto giocando, strangolandosi per sbaglio con una fascetta. Ma il gettare il proprio figlio in un canale è sicuramente sintomo di un malessere profondo, come sottolineato dal gup che l’ha condannata. Una “madre spregiudicata e glaciale”, che ha fornito alibi falsi e tentato di incastrare altre persone. Ma il movente? Secondo il gup, si tratta della cosiddetta sindrome di Medea, l’omicidio per vendetta. Un modo per privare l’odiato suocero e il marito del loro tesoro.

Il video shock della confessione

Questo gennaio a Quarto grado è stato mostrato un video che chiude definitivamente l’orribile vicenda. Veronica Panarello, in macchina davanti al luogo del ritrovamento di Loris, scoppia in lacrime e chiede espressamente l’ergastolo. “Sono un mostro, non merito di vivere”. Vuole essere rinchiusa nel carcere più duro che esista per aver gettato via la cosa più importante della sua vita. In un altro video inedito, Veronica si getta a terra disperata durante un sopralluogo nella stanza di Loris. Una stanza che, purtroppo, non verrà mai più utilizzata.