Sergio Marchionne, l’uomo con il maglione blu che salvò la Fiat

L’indole visionaria di Sergio Marchionne ha ridestato la Fiat da una morte certa, risollevandola quando tutto sembrava finito. Scopriamo la storia dell’uomo del ‘miracolo’…

Dirigente sempre in movimento, trait d’union tra l’Italia e il mercato d’oltreoceano: Sergio Marchionne ha impresso nel corso aziendale della Fiat un moto decisamente diverso dalle nefaste aspettative, quando all’orizzonte c’era solo l’ipotesi fallimento. Ha dato una veste nuova e decisamente competitiva al brand, con un azzardo che, negli anni, ha dato ragione a quella mente che ha saputo vedere dove per tutti c’era soltanto il buio.

Il 25 luglio 2018 si è spento in una clinica in Svizzera, dopo alcuni giorni in condizioni critiche, lasciando la famiglia e molti fan attoniti. Ripercorriamo la sua storia, tra biografia e vita privata, passando per qualche curiosità.

Chi era Sergio Marchionne?

Originario di Chieti, classe 1952, Sergio Marchionne aveva scelto la Svizzera, e il cantone di Zug, come sua residenza. Italiano, naturalizzato canadese, ha importato nel nostro Paese una prospettiva diversa da cui osservare le cose, ricoprendo importanti ruoli nel gruppo Fiat.

Dotato di grande intelligenza, aveva conseguito tre lauree (in Filosofia, in Economia e in Giurisprudenza) e un master in Business Administration. Nella vita ha fatto di tutto: l’avvocato (era procuratore legale e avvocato dall’87), il commercialista (era dottore commercialista dall’85), si è occupato di finanza, di imballaggi, di servizi e poi di automobili. Nel 2016 aveva anche annunciato l’intenzione di dedicarsi al giornalismo.

È stato amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles N.V., FCA Italy, presidente e amministratore delegato di FCA US, e anche presidente e amministratore delegato di Ferrari. Marchionne era anche membro permanente della Fondazione Giovanni Agnelli e presidente del CdA dell’ACEA (Associazione Costruttori) per l’anno 2012.

SERGIO MARCHIONNE
SERGIO MARCHIONNE

Nel luglio 2018, ha sorpreso tutti l’annuncio della sua rinuncia a tutti gli impegni per via delle condizioni di salute giudicate ‘irreversibili’, dopo un improvviso ricovero in terapia intensiva. Il 25 luglio sì è poi spento a soli 66 anni nella stessa clinica svizzera in cui è stato ricoverato e attorno alla quale si sono assiepate le attenzioni del mondo.

La vita privata di Sergio Marchionne: moglie e figli

Sergio Marchionne ha due figli: Alessio Giacomo Marchionne, nato nel 1989, e Jonathan Tyler Marchionne, nato nel 1994. Entrambi sono nati dal primo matrimonio del dirigente Fiat con l’ex moglie Orlandina. Della donna, che vive in Svizzera con i due figli, non si sa praticamente nulla.

Nel 2012 inizia la storia d’amore con l’ultima compagna che gli è stata accanto, Manuela Battezzato, donna in carriera di 19 anni più giovane, che di professione è manager aziendale. I due si sarebbero conosciuti in FCA, dove la Battezzato ha ricoperto l’incarico di addetta al settore comunicazioni.

Suo papà era maresciallo dei Carabinieri: conobbe la mamma, Maria Zuccon, durante il servizio che prestò durante la seconda guerra mondiale. La sua famiglia emigrò in Canada quando lui aveva 14 anni, trasferendosi vicino alla zia materna, Anna. Una grande dramma ha segnato la sua vita: sua sorella Luciana è morta a 32 anni per un cancro.

Marchionne: stipendio e guadagni

L’amministratore delegato Fiat, secondo alcune stime avrebbe percepito, per l’anno 2017, 9.6 milioni di euro; i suoi guadagni per l’anno 2016, sarebbero stati di 9.9 milioni di euro, mentre per l’anno ancora prima avrebbe percepito una somma di 10 milioni di euro.

Questo, facendo i conti, porterebbe a un patrimonio stimato di circa 500 milioni (o più) di euro.

Sergio Marchionne
Fonte Foto: https://www.facebook.com/sergiomarchionnefanpage/

5 curiosità su Sergio Marchionne

– Tra le passioni di Sergio Marchionne quella (scontata) per le auto, soprattutto per le Ferrari ma anche per il canto lirico e la musica classica (era grande estimatore della Callas)

– Storico il suo maglione blu, con cui è sempre stato immortalato nelle visite ufficiali e che è diventato quasi la sua ‘estensione personale’ più nota.

– Sempre sveglio da prima dell’alba, amava curare il suo giardino.

– Cucinare lo rilassava: la sua specialità era il ragù.

– Dopo la sua prima laurea, quella in Filosofia, suo padre credeva sarebbe diventato taxista. Nessuno poteva prevedere di quanto si sbagliava.

Sergio Marchionne: il salvataggio Fiat e i suoi “eredi”

Nel 2009 Marchionne ha compiuto il vero salto nel gotha del potere, facendo sì che Fiat ottenesse il 20% di Chrysler dall’amministrazione Obama. Intervento provvidenziale sia per l’Italia che per il colosso statunitense, prossimo al tracollo.

Nel 2014 ha ottenuto il controllo totale delle quote, con il definitivo avvento di Fiat Chrysler Automobiles. Alla regia, l’indomabile istinto manageriale di Marchionne, sul cui tessuto si sono innestate alcune delle operazioni vincenti della nuova era dell’automobilismo globale (a partire dal rilancio di Jeep).

Ha preso il suo posto come CEO di Fiat Mike Manley, manager inglese. In Ferrari, invece, è stato sostituito da Louis Camilleri.

Il ricordo di Sergio Marchionne

Dopo la sua morte, molte personalità dello spettacolo lo hanno ricordato con affetto e commozione:

Marchionne ha saputo testimoniare con la sua guida tutto questo, mostrando al mondo le capacità e la creatività delle realtà manifatturiere del nostro Paese“, ha commentato Sergio Mattarella.

Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato sia coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler“, lo ha ricordato John Elkann.

Molti lo hanno definito un genio spietato. A me sembra un uomo con un destino – molto faticoso – segnato da un’intelligenza e un Dna eccezionali“, ha scritto Daria Bignardi su Vanity Fair.

ultimo aggiornamento: 25-07-2018

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