Roberta Rei: 4 cose che non sapevi dell’inviata de Le Iene ed ex atleta

Scopriamo qualche piccola curiosità su Roberta Rei, una delle inviate de Le Iene autrice di importanti servizi di rilevanza sociale.

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Roberta Rei, una delle inviate più in gamba de Le Iene, è nata a Napoli nel 1975. Dopo essersi appassionata allo sport, si è avvicinata al mondo del giornalismo ed ha vissuto in America per qualche tempo salvo poi tornare in Italia. Roberta è stata, infatti, selezionata al master in giornalismo dello Iulm. Ha realizzato inchieste per Rainews e il Fattoquotidiano.it e nel 2012 ha vinto il premio di Repubblica dedicato a Giuseppe D’avanzo con un reportage sui migranti. Dopo due anni di lavoro al gruppo l’Espresso, Roberta, è passata a Rai 3 dove ha lavorato come inviata per il programma Agorà. Qui si è occupata di inchieste su migranti, ambiente, criminalità organizzata, generalmente dietro alla telecamera.

4 curiosità su Roberta Rei, dalla passione per l’atletica leggera al lavoro come interprete di cinese

  • Fin da piccola ha coltivato la passione per l’atletica leggera, praticata per circa 10 anni, sperando di arrivare sino alle Olimpiadi facendo ciò che ama ancora molto: correre.
  • Ha imparato il cinese e per questo ha lavorato come interprete per diverso tempo nel Paese asiatico.
  • Ha viaggiato mezzo mondo per assistere a dei concerti musicali con suo padre.
  • Prima de Le Iene non aveva mai indossato una camicia e tanto meno una cravatta.

Roberta Rei e l’agghiacciante servizio sul legame tra ambulanze e pompe funebri

Nella puntata de Le Iene andata in onda il 21 maggio, Roberta Rei ha firmato un importante servizio mostrante il macabro legame tra agenzie e pompe funebri in un paesino della Sicilia.

Roberta ha scoperto, infatti, cosa avviene ai danni di alcuni pazienti in agonia dimessi dai medici dell’ospedale. Una volta varcata la soglia della clinica, mentre i parenti dei malati ricoverati si avviano verso casa, l’ambulanza trasporta il paziente che muore improvvisamente nell’arco di 5-10 minuti di tragitto. Presa dallo sconforto più totale, la famiglia si affida agli ambulanzieri per sbrigare le pratiche necessarie per il funerali. Questi, però, li indirizzerebbero verso una precisa agenzia e guadagnerebbero 300 euro per ogni morte.