Paranjothee “Gaby” Anthony Pillay è stato il marito di Navanethem “Navi” Pillay, la giurista sudafricana vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2026. Paranjothee (o Paranjothi) “Gaby” Anthony Pillay era un avvocato sudafricano di origine indiana, marito di Navanethem “Navi” Pillay (Premio Nobel per la Pace 2026). Le notizie su di lui derivano soprattutto dal legame con la moglie e dal contesto della lotta anti-apartheid.
Biografia e carriera di Paranjothee “Gaby” Anthony Pillay
Le informazioni biografiche su Paranjothee (o Paranjothi) “Gaby” Anthony Pillay sono relativamente limitate, è noto che ha svolto la professione di avvocato, e che era di origine indiana (come Navi). Cresciuto nella zona mineraria di Hlobane (colliery), in una famiglia di minatori, era orfano e fu sostenuto dai fratelli per gli studi.
Paranjothee “Gaby” Anthony Pillay divenne partner nello studio legale con la moglie: insieme lavorarono nella difesa di attivisti anti-apartheid. L’uomo si oppose attivamente all’apartheid. Nel 1971 fu detenuto dalla polizia di sicurezza sudafricana ai sensi del Terrorism Act. Subì isolamento e maltrattamenti psicologici.
Navi lo rappresentò legalmente ed ottenne un’ordinanza giudiziaria che vietava metodi di interrogatorio illeciti (caso Paranjothee Anthony Pillay v. Minister of Justice, 1971). Questa esperienza influenzò profondamente il lavoro successivo di Navi sui diritti dei detenuti politici, contribuì a rafforzare il suo impegno contro gli abusi sui prigionieri politici durante l’apartheid.
La detenzione e le restrizioni razziali interruppero e danneggiarono gravemente la sua carriera professionale. In seguito affrontò problemi di alcolismo, che contribuirono alle difficoltà familiari. Negli anni ’90, dopo la fine dell’apartheid, lavorò come responsabile della Legal Aid Clinic al Centre for Human Rights and Community Law della University of Durban-Westville (oggi parte dell’University of KwaZulu-Natal).
Gaby Pillay non ha lasciato una carriera pubblica o giudiziaria di alto profilo, come quella della moglie. Si fa menzione alla sua persona ed attività, principalmente come collega e partner nella pratica legale anti-apartheid e per il ruolo che la sua detenzione ha avuto nel rafforzare l’impegno di Navi Pillay per i diritti umani. Gaby morì alla fine degli anni ’90.
La storia di Paranjothee “Gaby” Anthony Pillay e Navanethem “Navi” Pillay
Gaby Pillay conobbe Navi Pillay (allora Navanethem Naidoo) nel 1962 ad un ballo per studenti universitari. I due si sposarono nel gennaio 1965, non riuscirono ad avere figli biologici e decisero di adottare due figlie: Isvari e Kamini. Lavorarono anche insieme nello stesso studio legale.
Il loro matrimonio durò circa trent’anni, con periodi di separazione dovuti agli impegni professionali di Navi (tribunale per il Ruanda, Corte penale internazionale). Ma con il tempo, il loro rapporto finì per incrinarsi per vari fattori: i due così si separarono/divorziarono.
Chi è Navanethem “Navi” Pillay
Navanethem “Navi” Pillay (nata Navanethem Naidoo, il 23 settembre 1941 – sotto il segno della Bilancia – a Durban, Sudafrica) ha origine tamil indiana. Dopo gli studi all’Università di Natal – BA nel 1963 e LLB (laurea in legge) nel 1965 – ha frequentato la Harvard Law School, ottenendo un LLM nel 1982 ed un Doctor of Juridical Science nel 1988 (fu la prima sudafricana a conseguirlo).
Nel 1967, aprì il suo studio legale a Natal, diventando la prima donna non bianca a farlo nella provincia. Difese attivisti anti-apartheid, espose pratiche di tortura e, nel 1973, ottenne il diritto per i prigionieri politici di Robben Island (incluso Nelson Mandela) di accedere ad avvocati e libri di legge.
Divenne nel 1995 la prima donna non bianca giudice dell’Alta Corte del Sudafrica, nominata da Mandela. Nello stesso anno fu eletta giudice del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, diventandone Presidente nel 1999-2003. Contribuì alla sentenza storica nel caso Akayesu (1998), che stabilì che lo stupro e la violenza sessuale possono costituire atti di genocidio e crimini contro l’umanità.
Nel 2003-2008 è stata Giudice della Corte Penale Internazionale (ICC) a L’Aia, nella Camera d’Appello. Poi, fino al 2014 ha assunto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Dal 2019 giudice ad hoc della Corte Internazionale di Giustizia nel caso Gambia v. Myanmar (genocidio dei Rohingya). Dal 2021 al 2025 ha presieduto la Commissione indipendente d’inchiesta ONU sui Territori palestinesi occupati. È diventata anche Presidente della Commissione internazionale contro la pena di morte.
La giurista ha contribuito alla Costituzione sudafricana (clausola di uguaglianza) e ha co-fondato organizzazioni per i diritti delle donne. Nel 2026 ha ricevuto il Nobel per la Pace, “per i suoi sforzi a favore della pace e del diritto internazionale”, riconoscendo decenni di lavoro contro l’apartheid, nei tribunali internazionali.
Curiosità su Paranjothee “Gaby” Anthony Pillay
– Paranjothee “Gaby” Anthony Pillay parlava fluentemente ed in modo eccellente lo zulu.
– La detenzione di Gaby nel 1971 sotto l’apartheid, mise Navi Pillay in contatto diretto con il sistema legale che lei avrebbe poi contestato.
– Nel suo profilo del 2022 su “Ms. Magazine“, la giornalista Barbara Crossette ha descritto gli effetti dell’apartheid sulla carriera di Gaby e il ruolo che l’alcolismo ha avuto nelle difficoltà vissute dalla famiglia.
