Sapevi che tifa per la Roma? 8 piccole curiosità su Nicola Piovani, il compositore ospite a Che Tempo che Fa

Grande musicista dei nostri tempi, Nicola Piovani ha composto le musiche di un film premio Oscar come La Vita è Bella. Cosa nasconde, però, il nostro grande compositore?

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Nato a Roma nel 1946, Nicola Piovani è un grande pianista, compositore e direttore d’orchestra, autore di molte celebri colonne sonore. Piovani ha lavorato con alcuni dei maggiori registi del cinema italiano, riuscendo a vincere il Premio Oscar per le musiche del film La Vita è Bella, diretto ed interpretato da Roberto Benigni. È anche autore di teatro musicale e di musica da concerto.

Nicola Piovani in 8 curiosità: da comparsa in Boris, al tifo per la Roma!

  • Ha fatto una comparsa in Boris – Il film nei panni di se stesso: nel corso di una partita di poker si gioca l’Oscar vinto nel 1999 e lo perde.
  • Nel 2013 è stato presidente della giuria di qualità alla 63ª edizione del Festival di Sanremo, condotta da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, mentre nel 2012 ha composto la musica che fa da sottofondo ai titoli del TG1.
  • Nel gennaio 2017 è ospite assieme ad altri artisti del concerto dell’artista Tosca all’Auditorium Parco della Musica.
  • Il maggio 2008, al festival di Cannes, il ministro della Cultura francese gli ha consegnato il titolo di Cavaliere dell’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica francese.
  • Dal 2001 è Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
  • Prima dell’Oscar, per molti americani Nicola Piovani era lo pseudonimo di Ennio Morricone, come è scritto in molte enciclopedie Usa. L’equivoco è nato da un’intervista di Morricone ad un giornale arabo.
  • Nicola è un gran tifoso della Roma.
  • Ha avuto un flirt con Giovanna Melandri.

Nicola Piovani e il senso della vita

Piovani ha spesso parlato del senso della vita, rilasciando diversi anni fa un’intervista a Il Messaggero, al quale ha affidato il suo personale significato di questo concetto. “Cercare un senso degno nelle giornate che si vivono mi sembra un’esigenza insopprimibile.

C’è chi questo senso lo trova nel volontariato, chi nell’arraffare quanti più soldi possibile, chi nel perpetuare il mito funebre di Don Giovanni o quello suicida di Narciso. E io non rinuncio, fra lampi e smarrimenti, alla ricerca della dignità del vivere”.