Delitto di Garlasco, chi è Laura Barbaini: sostituto procuratore generale che ha sostenuto l’accusa contro Stasi

Delitto di Garlasco, chi è Laura Barbaini: sostituto procuratore generale che ha sostenuto l’accusa contro Stasi

Laura Barbaini, ecco chi è la magistrata specializzata in antimafia e criminalità organizzata, con un ruolo chiave nella condanna di Stasi.

Laura Barbaini è un’ex magistrata, sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano, in pensione dal marzo 2018. È nota per aver sostenuto l’accusa nei processi di appello (in particolare l’appello bis) contro Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Segue una panoramica sulla sua figura.

Biografia, formazione e carriera di Laura Barbaini

Mancano riferimenti biografici su Laura Barbaini, mentre si hanno dettagli sulla sua formazione e professione. Nel corso della sua attività pre-magistratura (tra il 1975 ed il 1979) è stata titolare di borsa di studio e poi di contratto (assegnista e contrattista) presso la cattedra di diritto amministrativo dell’Università degli Studi di Milano.

In più, ha avuto modo di collaborare con i professori Amorth e Potoschnig, svolgendo assistenza agli studenti, organizzazione di seminari e pubblicando articoli su temi di edilizia economica e popolare su riviste di diritto amministrativo.

Nel 1979 è stata nominata uditore giudiziario (D.M. 30 giugno 1979). Dal 1980 ha ricoperto la carica di sostituto procuratore della Repubblica a Milano, mentre dal 1991 ha fatto parte della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, specializzandosi nel contrasto alla criminalità organizzata (soprattutto ’ndrangheta, riciclaggio e confische).

La Barbaini è rimasta all’interno della Direzione Distrettuale Antimafia, per oltre tre bienni, fino all’inizio degli anni 2000. In questo periodo si è specializzata nei procedimenti per associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.) e reati connessi, con particolare attenzione agli aspetti economico-finanziari: ricostruzione integrale delle operazioni bancarie ed extracontabili delle imprese mafiose; contrasto al riciclaggio (collaborazione intensa con l’Ufficio Italiano dei Cambi / Banca d’Italia, poi Agenzia antiriciclaggio); ricorso sistematico a sequestri e confische (tra cui quelle previste dall’art. 12-sexies della legge 356/1992, poi confluite nel codice antimafia); processi relativi a gruppi della ’ndrangheta attivi a Milano (tra cui quelli legati all’Ortomercato ed altri clan).

Tra il 2001 ed il 2007 ha continuato a sostenere l’accusa nei dibattimenti relativi a questi procedimenti. Poi, il 10 ottobre 2007, ha assunto le funzioni di sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano, incarico che ha mantenuto fino al pensionamento, nel marzo 2018. Presso la Procura Generale ha proseguito l’attività antimafia, occupandosi di giudizi di appello relativi a gruppi della ’ndrangheta operanti tra Calabria e Milano e tra Palermo e Milano.

Tra i procedimenti in cui ha sostenuto l’accusa figurano processi di rilievo, tra cui quelli noti come Infinito ed altri a carico di esponenti di clan quali Barbaro-Papalia, Alcaro, Albanese ed altri, con attenzione anche alle confische ed alle misure patrimoniali.

Il suo ruolo nel delitto di Garlasco

In qualità di sostituto procuratore generale ha rappresentato l’accusa nei processi di appello contro Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi (2007). Dopo due assoluzioni di grado inferiore, nell’appello bis – conclusosi con la condanna a 16 anni, poi confermata in Cassazione – ha chiesto una pena di 30 anni, sostenendo la responsabilità di Stasi. La condanna è diventata definitiva.

Nel dicembre 2016, Laura Barbaini ha valutato un’istanza della difesa di Stasi (basata su indagini difensive private che indicavano tracce genetiche riconducibili ad Andrea Sempio sulle unghie della vittima). Inoltre, ha ritenuto gli elementi “non idonei a sostenere la fondata dimostrazione dell’esistenza di un colpevole alternativo”.

Lei ha trasmesso gli atti alla Corte d’Appello di Brescia, competente per eventuale revisione, ed alla Procura di Pavia. In più, ha redatto una nota per l’allora procuratore di Pavia, Mario Venditti, ribadendo l’assenza di elementi solidi per ipotesi alternative.

Negli anni successivi, nel contesto dell’indagine su Sempio e di filoni su possibili irregolarità, il suo nome è emerso in informative e ricostruzioni investigative su gestione di atti e sua posizione sul caso. Lei stessa, in una nota del 2025, ha ribadito la propria valutazione dell’epoca. Non risulta indiziata di reati in relazione a queste vicende; ma è ritenuta una figura di rilievo della magistratura milanese, soprattutto antimafia.

Cosa si sa sulla vita privata di Laura Barbaini

Non risultano informazioni pubbliche disponibili sulla vita privata della Barbaini, la quale ha sempre mantenuto un’estrema riservatezza su aspetti personali. Non esistono notizie di stampa, interviste o documenti pubblici che parlino di un partner, matrimonio, relazioni sentimentali, figli o altri dettagli della sfera privata. Come spesso accade per magistrati impegnati in indagini di criminalità organizzata, la vita personale resta volutamente riservata.

Dove vive?

Non esistono informazioni pubbliche precise ed aggiornate sulla sua residenza. Tutta la sua carriera professionale si è svolta a Milano: Procura della Repubblica, DDA e Procura Generale presso la Corte d’Appello.

Il curriculum che ha trasmesso nel 2019 al Comitato antimafia del Comune di Milano è datato da Milano. È quindi molto probabile che risieda (o abbia a lungo risieduto) nell’area milanese o comunque in Lombardia.

Curiosità su Laura Barbaini

– La sua esposizione mediatica risulta limitata, legata esclusivamente al caso Garlasco. Durante gli anni dei processi (soprattutto l’appello e l’appello bis) è apparsa nelle cronache giudiziarie come rappresentante dell’accusa. Il suo nome è tornato alla ribalta nel 2025-2026, a seguito della riapertura delle indagini su Sempio, e delle polemiche relative alla gestione del caso. In quel contesto il suo nome è apparso in articoli di giornali e servizi televisivi, spesso in relazione a documenti o valutazioni del 2016-2017.

– Dopo il pensionamento, si è tenuta lontana dai media, non rilasciando interviste e non partecipando a talk show. Le uniche dichiarazioni pubbliche note, sono contenute in una nota scritta diffusa l’11 ottobre 2025. In risposta a quanto emerso nella trasmissione “Ore 14 Sera”, la Barbaini ha ribadito la posizione che aveva già espresso nel 2016-2017. Ossia l’ipotesi di un altro responsabile le appariva priva di “razionalità e plausibilità” alla luce del quadro probatorio già consolidato dalle sentenze. Gli elementi delle indagini difensive private, presentate dalla difesa di Stasi, non erano idonei a dimostrare l’esistenza di un altro colpevole. Inoltre, aveva valutato l’istanza della difesa e trasmesso gli atti alle autorità competenti (Corte d’Appello di Brescia e Procura di Pavia).

– La Barbaini ha dimostrato di essere convinta della colpevolezza di Stasi, e critica verso piste alternative.

– Non risultano profili ufficiali o riconoscibili a suo nome su Facebook, Instagram, X, LinkedIn o altre piattaforme.