Ecco cosa c’è da sapere su Giovanni Ravasio, educatore e rapper bergamasco, conosciuto artisticamente come Giovo Dust.
Giovanni Ravasio – alias Giovo Dust – è un educatore, attivo in ambito pedagogico a contatto diretto con i giovani, che ha avuto l’onore di essere invitato come ospite in studio a “Chi l’ha visto?” nella puntata del 7 ottobre 2026 su Rai 3, con alla conduzione Raffaella Griggi. Andiamo a scoprire di più sul suo profilo personale e professionale.
Biografia e carriera di Giovanni Ravasio
Non esistono dettagli biografici o di carriera approfonditi su Giovanni Ravasio, le principali informazioni sul suo ambito di competenze si rintracciano grazie al suo Linkedin. Dalla sua descrizione, affidata alla piattaforma online, si scopre dunque che ha un nome d’arte: Giovo Dust.
Nato e cresciuto in provincia di Bergamo – attorno al 1997 – con legami a Ponte San Pietro, ha iniziato a fare musica in strada: freestyle, jam e battaglie di rime insieme alla crew Spin That Shit (insieme a Goat, KG Pelliz One, Dokill, JBR, Plus ed altri). Per anni si sono ritrovati regolarmente in Piazza Dante a Bergamo, trasformando lo spazio pubblico in un laboratorio creativo e di socialità. Una cornice che ha attirato numerosi ragazzi e passanti.
Queste jam, nate in modo spontaneo ed “abusivo”, sono diventate un punto di riferimento della scena locale. Da lì il passaggio naturale verso i contesti educativi. Di fatto, ha costruito il proprio percorso unendo in modo autentico passione per l’hip-hop ed il rap/trap ed impegno educativo.
Nel 2023 ha creato “Educatrap”, un progetto/laboratorio di scrittura e pratica di rap, trap e drill, che ha dato vita a diverse iniziative negli anni. Giovanni Ravasio ha così portato il rap dentro comunità per minori, come Capo Horn della cooperativa FaMille. L’uso di scrittura e freestyle sono serviti come strumenti per far emergere emozioni, costruire relazioni e dare voce a ragazzi italiani e stranieri, che vivono fuori dalla famiglia.
Parallelamente ha organizzato numerosi laboratori di scrittura rap in scuole e spazi giovanili di Bergamo e provincia. È stato, inoltre, tra i promotori ed organizzatori della “Bergamo Flow Competition“, il contest annuale di hip-hop e rap sostenuto dall’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Bergamo, in collaborazione con Edoné, HG80 ed altri partner. L’evento, arrivato a più edizioni, ha dato spazio e visibilità a giovani talenti locali.
Una formazione non solo sul campo ma anche accademica: si è iscritto infatti a Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Bergamo. Negli anni ha avuto modo di lavorare come operatore educativo in progetti che mettono in dialogo scuola, territorio ed universo musicale.
Nel marzo 2026, si è classificato primo al Premio Buzzanga con “PESTA”, copione teatrale in cui si intrecciano: rap, Resistenza e mondo dei giovani dentro e fuori le scuole.
Cosa si sa sulla vita privata di Giovanni Ravasio
Non ci sono informazioni pubbliche sul suo stato sentimentale. Né sui social, né in interviste o articoli si fa menzione alla sua situazione sentimentale. Sembra mantenere la sfera privata abbastanza riservata.
Dove vive?
Vive e lavora stabilmente in provincia di Bergamo. Le fonti lo indicano come originario e residente a Ponte San Pietro (BG). Tutta la sua attività educativa e musicale è radicata nel territorio bergamasco.
Curiosità su Giovanni Ravasio, in arte Giovo Dust
– Il suo profilo Instagram propone sia contenuti legati alla musica/rap sia quelli educativi e di attualità. Infatti, ha documentato la collaborazione all’inchiesta di Fanpage sulla True Crime Community e sui casi di violenza tra adolescenti, tra cui quello di Trescore. Mentre sul profilo legato al progetto @educatrap si lascia spazio alla documentazione dei laboratori di scrittura rap/trap che conduce. Inoltre il suo Instagram è collegato alla pagina @musicaemondo_news
– Il suo approccio da educatore sfrutta un doppio sguardo: quello di chi ha vissuto il rap, e quello di chi lo usa come strumento pedagogico concreto. Un metodo con cui è riuscito a raggiungere quegli adolescenti, che spesso i canali tradizionali faticano a coinvolgere. In modo del tutto personale è così riuscito a svincolarsi dal ruolo del classico educatore, trasformando la propria esperienza di strada e di scena in un metodo educativo vivo, personale e radicato nel territorio bergamasco.
– Giovanni si è fatto conoscere anche per il suo stile, tipico della cultura street / hip-hop. Nei post e nelle apparizioni pubbliche predilige un’immagine giovane, informale ed accessibile, coerente con il lavoro che fa con gli adolescenti. Anche il suo abbigliamento, casual ed urbano (felpe, magliette oversized, cappelli, sneakers), restituisce l’immagine di un educatore di strada.
