Chi è Banksy, il writer senza volto che strega il mondo

Nessuno ha mai saputo il suo vero nome, nessuno ne conosce il volto. L’unica cosa che appare al mondo è la sua arte. Scopriamo chi è l’enigmatico artista Banksy!

Spuntano un po’ come funghi in ogni angolo del mondo, e sono una più significativa dell’altra: stiamo parlando delle opere del controverso e misterioso writer Banksy. La sua faccia è occultata dietro la grandezza di figure che richiamano all’attenzione e alla riflessione. Non si sa con certezza quando ‘colpirà’, e città come Parigi, New York, Gerusalemme hanno ‘prestato’ alcuni dei propri spazi all’eterno ignoto della street art

Chi è Banksy?

Il suo profilo Instagram conta milioni di follower, mai una foto a delinearne i tratti del volto: Banksy condivide soltanto immagini delle sue opere d’arte sparse per il pianeta. Per questo, oltre alla sua innegabile caratura artistica, è entrato nel gotha dei più interessanti street artist del mondo per il suo essere assolutamente sconosciuto al pubblico. Non ne conosciamo il volto, ma soltanto il tocco inconfondibile. Un profilo sconosciuto, una biografia altrettanto latente.

Si sa che è originario del Regno Unito, precisamente di Bristol, ed è uno dei massimi esponenti dell’arte di strada. Un writer grandioso, a tratti ironico, sarcastico e dall’intelletto indecifrabile dietro alcune delle più belle opere contemporanee. Spazia tra politica, etica e storia, e tra le righe delle sue produzioni si intravede un’anima sensibile e molto raffinata.

Sicuramente un uomo molto colto, avvezzo alla lucida analisi degli eventi intorno a sé e…sempre pronto a colpire (e stupire) con la sua arte. Chiedersi chi è, forse, è come negare la sua stessa esistenza. Non è dato saperlo, e questa è l’unica, vera certezza cui soccombere.

Sul sito ufficiale dell’artista ci sono ampi scorci sulla sua attività, ma mai un presagio del suo prossimo ‘obiettivo’. Per la natura imprevedibile che contraddistingue il suo lavoro, non ha mai smesso di suscitare una morbosa curiosità intorno alla sua identità. Sete di verità destinata a restare insoddisfatta.

Banksy
Fonte Foto: https://www.instagram.com/banksy/?hl=it

Banksy: identità svelata?

Per sua stessa ammissione, non ha un profilo Facebook o Twitter. Tiene traccia del suo percorso artistico soltanto tramite Instagram. Attivista politico e anche regista, predilige la tecnica dello stencil. La dimensione urbana è la cornice in cui si muove l’anonimo writer, i graffiti la sua essenza.

Negli anni, la sua identità è stata associata alle più disparate personalità mondiali. L’ultima (e più fragorosa) quella che lo avrebbe voluto ‘nel corpo’ del leader dei Massive Attack, Robert del Naja. Ad alimentare questa pista, nel 2017, una ‘gaffe’ durante un’intervista al musicista.

Noto al mondo della street art come ‘3D‘, Del Naja è anche uno dei più prolifici ed eclettici writer di sempre. Il produttore Goldie, nel fargli alcune domande in radio, si è lanciato in una affermazione che ha fatto gridare allo scoop: “Dammi una lettera arrotondata, mettiamola su una maglietta, scriviamoci Banksy e il gioco è fatto. La possiamo vendere. Senza mancare di rispetto a Robert, penso sia un brillante artista, ha ribaltato il mondo dell’arte”.

Nel 2008, il Mail on Sunday avanzò l’ipotesi che potesse trattarsi di Robin Gunningham, allora studente della Bristol Cathedral Choir School. Tra le varie teorie, anche quella che dietro la celebre firma del writer ci sia una donna, o addirittura un collettivo di artisti organizzati per produrre opere con tecnica seriale e in vari luoghi del mondo.

Banksy: curiosità

– Secondo i più, la tecnica che lo ha reso famosissimo, lo stencil, non sarebbe altro che una fisiologica esigenza per la preservazione del suo anonimato. Gli permetterebbe di lavorare velocemente alle sue opere senza rischiare di diluire troppo i tempi di esecuzione e farsi scoprire…

– Nel 2018, uno delle sue opere più famose, Bambina con il palloncino, si è autodistrutta dopo essere stata battuta all’asta da Sotheby’s, a Londra, per 1,2 milioni di euro! Nella cornice del quadro un meccanismo di triturazione della carta interno al telaio…C’è chi è pronto a giurare che Banksy fosse presente in sala, e addirittura che fosse il ‘fortunato’ e ricchissimo acquirente!

– Banksy si cimenta anche nella galassia del cinema. Ha prodotto un docufilm, Exit Through the Gift Shop, che nel 2010 è uscito in Gran Bretagna. Un anno dopo è stato candidato all’Oscar come miglior documentario, e nel 2014 gli è valso il premio di Person of the Year ai Webby Awards.

Fonte Foto: https://www.instagram.com/banksy/?hl=it

ultimo aggiornamento: 08-10-2018

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