Cervello più attivo con il succo d’ arancia

Uno studio condotto in Inghilterra dimostra che bere succo d’ arancia mantiene giovane il cervello e la sua memoria.

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L’arancia è stata una degli ospiti d’eccezione all’Expo 2015.

Al Cluster Biomediterraneo, l’azienda Oranfrizer, esportatrice di agrumi in tutto il mondo, ha coinvolto i bambini delle scuole elementari nello spettacolo educativo “Colazione mediterranea nel giardino delle arance”,  tra i profumi e i sapori degli agrumi della Piana di Catania e dell’arancia rossa di Sicilia IGP.

Lo chef Chiaramonte ha colto l’occasione per esaltare la versatilità degli agrumi di Sicilia in cucina.

Una versatilità che vale oro, viste le proprietà salutari dell’arancia.

Oltre al ben noto apporto di vitamina C, le arance sono finite di recente sotto il microscopio dell’Università inglese di Reading, alla luce dell’effetto  straordinario che producono sul cervello.

Sembra che questo agrume, se consumato quotidianamente, migliori le funzioni cognitive degli over 65.

L’indagine anglosassone ha preso in esame un gruppo di 37 adulti sani dell’età media di 67 anni.  A loro  è stato fatto assumere quasi mezzo litro di succo di arancia tutti i giorni, per otto settimane.

Ebbene, i parametri inerenti alla memoria, analizzati allo scadere delle otto settimane e messi a confronto con quelli misurati prima dello studio, sono migliorati in modo evidente, sia nella capacità verbale, che nei tempi di reazione.

La funzione cognitiva globale dei soggetti messi sotto studio era cresciuta dell’8%.

“Migliorare dell’8% le proprie capacità mentali – hanno commentato i ricercatori – equivale, ad esempio, a ricordare un parola in più rispetto a quelle che di solito tornano in mente da una lista della spesa di 15 elementi. Questi piccoli miglioramenti spalmati per un periodo di otto settimane potrebbero tradursi in sostanziali progressi per tutta la durata della vita. Grazie alla concentrazione di vitamine e zuccheri la bevanda potrebbe svolgere un ruolo importante nel fornire i nutrienti necessari a mantenere in salute il cervello”.

Secondo il dottor Daniel Lamport, co-autore dello studio, “la popolazione sta invecchiando rapidamente in tutto il mondo e le stime suggeriscono che il numero di persone di 60 anni potrebbe triplicare entro il 2100. È quindi indispensabile che esploriamo modi convenienti e semplici per migliorare la funzione cognitiva in età avanzata”.