Caterina Saracino e quella luce che cade di rado

“Le luci dei lampioni. Guardandole da una certa prospettiva, mi sembrava che ognuna di loro incrociasse il proprio alone con quello della vicina, nel tentativo di fare corpo comune. L’avanzare dell’autobus, però, riformulava le logiche distanze, ed ecco che le luci apparivano com’erano in realtà: isolate e senza condivisioni, in un modo spaventosamente simile agli esseri umani.”

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Caterina Saracino, pugliese classe 1982, è uno di quegli scrittori di cui non sentirete parlare facilmente: le sue pubblicazioni, uscite per la Edizioni Eiffel, non si trovano in libreria e perlopiù si possono acquistare solo online.

Quando scovi i suoi romanzi, però, è difficile non lasciarsi trascinare nelle storie e non tendere la mano ai suoi protagonisti.

Vincitore del Premio della Critica 2014 all’internazionale Literary Pegasus Award, “Grigio” è la storia di un adolescente, Gabriele, che si è chiuso nel mutismo dal giorno in cui, quando era solo un bambino, ha ucciso per sbaglio la cuginetta, durante una festa di Carnevale.

copertina-grigio

“Aveva attirato fin lì il papà per dirgli che viveva, respirava ancora e mangiava cioccolato a forma di giraffa, o giraffe a forma di cioccolato, perché nel Paese dov’era ora nulla aveva più importanza, la realtà era e non era, contemporaneamente.”

La storia di dolore e redenzione di Gabriele ci viene raccontata dalla sorella maggiore, Morgana, una ragazza neutrale – ai limiti dell’apatia – con se stessa e con chi la circonda, ma solo all’apparenza. È lei che incarna quel grigio che dovrà stemperarsi con i colori che, cammin facendo, la sorprenderanno.

Il romanzo più recente, datato 2014, è “La luce giusta cade di rado”, che ci accompagna nelle case di due famiglie che condividono lo stesso pianerottolo.

La luce giusta cade di rado - copertina

Le gemelle ventenni Emma e Asia, l’una affetta da sindrome autistica e l’altra illustratrice affamata d’amore; il fratello maggiore Thomas, che farà coming out in un reality show, scatenando il caos; un giornalista che nasconde alla moglie una relazione epistolare con la giovane vicina di casa, proprio Asia…

Storie, raccontate attraverso un triplice punto di vista, di padri e di madri irrisolti, di illusioni, di un cannibalismo umano e mediatico che non sembra conoscere orizzonti.

“Thomas diventa un giovane cervo predato, impiega le sue ultime forze per voltare il capo e non assistere al massacro che risparmierebbe agli occhi di sua madre. Mi viene da piangere a guardarlo in quello stato. Un organo impiantato in un corpo che lo rifiuta ma che non potrebbe neppure farne a meno.” 

Raccontati con uno stile crudo e con tinteggiature poetiche, i personaggi e le storie della scrittrice pugliese feriscono; sono ferite che non fanno male, eppure si ricordano, come assicura il suo piccolo pubblico in blog e recensioni.

La bellezza dei romanzi nascosti, fuori dalle luci della ribalta mediatica, non sarebbe davvero tale, se qualche volta non venisse scoperta. Ed è questo il nostro augurio a Caterina Saracino.