Caso Yara: svolta per Bossetti

Omicidio Yara Gambirasio: possibile una svolta. Indiscrezione dalla Procura: sul corpo di Yara non c’è traccia del Dna di Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere dal 16 giugno scorso

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Possibile svolta nel caso di Yara Gambirasio: sul corpo della vittima non c’è traccia del Dna di Bossetti, in carcere per aver ucciso con crudeltà, la 13enne di Brembate di Sopra.

Questo risultato emerge dalla relazione del consulente della procura in possesso dell’agenzia Adnkronos. Si è sempre parlato di “traccia mista” che starebbe ad indicare presenza di Dna della vittima e di una persona ignota, sugli slip della ragazza come la prova contro il muratore 44enne.

Claudio Salvagni, il legale di Bossetti, aveva sostenuto la stessa tesi in tv a Quarto grado. Ed ora l’avvocato ribatte assicurando che a giorni chiederà una nuova istanza di scarcerazione:

“Basta arrampicarsi sugli specchi: non c’è nessuna prova regina e Massimo Giuseppe Bossetti va scarcerato”.

Secondo la relazione del ricercatore responsabile del laboratorio di genetica forense dell’Università di Pavia Carlo Previderè, il Dna di Bossetti, non coinciderebbe con quello di della persona definita “ignota”. A Previderè spetta il compito di comparare i capelli e i peli trovati sul corpo della vittima con il Dna della vittima e con la persona di cui non si conoscono le generalità.

Un errore, quello che era stato fatto, che dimostra come il Dna di 532 persone, o meglio di 532 donne, non sia stato confrontato con quello della persona sospettata di aver ucciso Yara ma con quello della vittima. Una svista, ma le anomalie non finiscono qui.

Inoltre, la traccia trovata sugli slip della vittima mostra una traccia del Dna di Bossetti ma secondo i genetisti non contiene una quantità tale di Dna tale da confermare se si tratti di sangue, saliva o sperma.
Troppi punti ancora oscuri ai quale non si riesce a dare una risposta ma sufficienti per l’avvocato difensore a ritenere che Bossetti non ebba restare in carcere.